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Adaptive Surf, risultato storico per l'Italia: Mattei vince una medaglia e guadagna un posto in finale

ROMA - Massimiliano Mattei entra nella storia dello sport azzurro. L'ex chef livornese è tra i migliori quattro adaptive surfer del mondo, ma è anche il primo atleta nostrano a portarsi a casa una medaglia. Per cinque giorni Mattei ha tagliato le onde dell'Oceano Pacifico da sdraiato, con la sua tavola battezzata per l'occasione "Sunflower" (girasole). Il pioniere del surf adattato in Italia si è conquistato il quarto posto agli Isa World Adaptive Surfing Championship 2017: i mondiali per atleti con disabilità organizzati dall'Isa, l'International surfing association, lungo le coste di La Jolla nella contea di San Diego. Una competizione relativamente nuova - esiste da tre anni -, ma la più prestigiosa per gli addetti al settore: cinque giorni, dal 29 novembre al 3 dicembre, di sfide con oltre 70 atleti provenienti da 24 Paesi. "Riuscire a portare a casa anche una medaglia mi rende orgoglioso e spero possa rendere orgogliose tutte le persone che ci hanno dimostrato affetto in questi giorni - ha commentato il campione -. Ho condiviso tanti momenti importanti con diversi sportivi che, come me, vivono la mia stessa situazione, arrivano da ogni parte del mondo e lottano per la mia stessa passione. Ci rivediamo nel 2018, al prossimo mondiale".
L'ex chef livornese, 41 anni, con il surf nel dna da quando era ragazzo, è riuscito a salire sul quarto gradino più alto del mondo per il gruppo dei "Prone". Una delle sei categorie in gara, dedicata a chi scivola sulle onde da sdraiato, ma è in grado di pagaiare solo con le braccia senza alcun tipo di assistenza in acqua. A guidare la classifica fin dall'inizio ci ha pensato il campione in carica Bruno Hansen: il danese, cresciuto sulle spiagge del Sudafrica, che per la terza volta si è conquistato il podio. Dopo di lui l'americano Christiaan Bailey, lo spagnolo Alvaro Bayona, e l'azzurro Mattei che si è portato a casa il rame con un punteggio totale di 6,97. Una quarta medaglia prevista, da regolamento, nel mondo del surf.
Ai mondiali c'era anche la prima squadra azzurra nella storia dell'adaptive surfing. Il team nazionale, supportato dalla Fisw, la Federazione italiana sci nautico e wakeboard riconosciuta dal Coni, è riuscito a conquistarsi complessivamente il decimo posto. Con il livornese, c'erano anche Fabio Secchi, in gara con chi può fare surf con le protesi agli arti inferiori, e Lorenzo Bini, in sfida con chi invece taglia le onde da sdraiato, ma ha bisogno di assistenza in acqua. Entrambi hanno stretto i denti fino all'ultimo, ma non sono riusciti ad accedere alla penultima prova. In semifinale invece c'è arrivato Matteo Fanchini, non vedente di Arona, conquistandosi la quinta posizione per la categoria "Visual impaired". "Eravamo fieri di questi ragazzi già prima della partenza per La Jolla: continueremo a sostenere lo sviluppo di un movimento paralimpico italiano del surf che ci permetta di arrivare più che preparati all'eventuale appuntamento con le Paralimpiadi di Parigi 2024 - commenta Luciano Serafica, presidente della Fisw -. Ora si apre un anno che ci vedrà senza dubbio protagonisti della scena internazionale del surf".
L'amore per le onde per Massimiliano Mattei inizia da adolescente lungo le spiagge di Tirrenia, proprio lì dove la madre, chef pure lei, ha una cabina in affitto, nel solito stabilimento balneare di sempre. Poco più grande parte per le Filippine, qui sogna di aprire un ristorante tutto suo, ma continua a surfare lungo le coste migliori per chi non vive senza tavola, come lui. A 27 anni un incidente in moto lo ferma. La sua storia però non finisce, Massimiliano torna in acqua, ricomincia a planare sulle onde. Ci riesce: è l'inizio di un sogno, che non è solo il suo. Fonda nel 2016 Surf4all, la prima scuola di adaptive surf in Italia, dove allena amputati, paraplegici e altre persone con vari tipi di disabilità. Lo stesso anno partecipa ai mondiali, senza alcun supporto ufficiale. A novembre torna a San Diego con la maglia azzurra e conquista la medaglia di rame. Tra le prime a commentare l'impresa di Massimiliano c'è Elena Casi, una sua allieva: "Grazie per avermi riportato in mare, per avermi fatto conoscere il surf, per avermi dato così tante emozioni, vedendoti surfare agli Isa World Adaptive Surfing Championship 2017...ed è solo l'inizio".
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