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Napoli, parte il tour de force: ma l'alleato ? il San Paolo

Napoli, parte il tour de force: ma l'alleato ? il San Paolo
(ansa)
NAPOLI - Ripartire con grande determinazione. E' l'obiettivo di Maurizio Sarri che archivia la sosta: ha ritrovato martedì pomeriggio la sua squadra al centro tecnico di Castel Volturno. Dovrà aspettare tra mercoledì e giovedì per avere tutto il gruppo al completo. La priorità del tecnico è accelerare sin da subito per cancellare lo 0-0 col Chievo e lanciare un messaggio alle rivali in chiave scudetto. Il primo esame arriverà sabato sera al San Paolo contro il Milan di Vincenzo Montella. In totale sono 10 partite in 42 giorni in cui il Napoli si giocherà il titolo di campione d'inverno, ma conoscerà pure il suo destino in Europa: la qualificazione agli ottavi di Champions League è appesa un filo. Servirà una vera e propria impresa per evitare la retrocessione in Europa League. Due vittorie - e si comincia martedì prossimo contro lo Shakhtar - potrebbero non bastare. Il Napoli avrà un alleato prezioso: giocherà sei gare in casa e proverà ad ottenere il massimo sfruttando un calendario che prevede un solo scontro diretto (il big match contro la Juventus dell'1 dicembre) e tanti appuntamenti alla portata.
INSIGNE E JORGINHO - Trasformare la delusione in voglia di riscatto. Alternative, del resto, non ce ne sono. Insigne e Jorginho hanno dovuto dire addio al sogno di un Mondiale da disputare da protagonisti dopo l'eliminazione con la Svezia: Lorenzinho l'ha vissuta in panchina, il regista in campo. Jorginho se l'è anche cavata, ma non è riuscito ovviamente ad invertire la tendenza. Ha esternato la sua delusione su instagram: "Sinceramente non so neanche cosa scrivere... so solo che mi dispiace tantissimo per come sia andata, l'Italia non meritava tutto ciò ... avrei tanto voluto festeggiare la mia prima partita ufficiale con la nazionale, purtroppo non è stato possibile e sono molto triste per questo... ma si va avanti e dobbiamo pensare che ci abbiamo provato in tutti i modi, fino alla fine, con tutto il cuore...". E' stato confortato dall'abbraccio dei compagni. Insigne, invece, lo riceverà mercoledì: è rientrato in città solo nella serata di martedì e ha usufruito di un giorno di permesso che gli ha concesso la società. Sono rientrati pure Maksimovic, Rog e Hysaj.
Aurelio De Laurentiis ha difeso Lorenzo Insigne, il grande escluso della sfida contro la Svezia: "E' inutile convocarlo per poi farlo giocare fuori ruolo oppure per tenerlo in panchina. Non poteva esprimersi al meglio nel 4-2-4 di Ventura - ha spiegato in un'intervista a Sky -. Insigne dà il massimo in un 4-3-3. Si è creato pure un danno economico alle società. La vetrina internazionale si trasforma in qualcosa di negativo e quindi i nostri gioielli non vengono valorizzati. Dovremmo adesso chiedere i danni a Tavecchio e alla Federcalcio. Se fossi il presidente della Figc, mi dimetterei per non fare la figura dello stupido. Non dovrebbe essere il solo ad andare via. Secondo me ha qualche responsabilità pure il Coni: non avrebbe dovuto permettere di prendere questo allenatore. Ventura è anche bravo, ma anche io lo cambiai a Napoli in serie C dopo qualche mese. L'errore è stato fatto con Conte: bisognava fare in modo che restasse. Il nuovo ct? Prenderei un giovane di 35 anni".
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