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Italia eliminata, Carraro: "Perdita di oltre un miliardo". P. Cannavaro: "Via le mummie"

MILANO - Il day after la delusione è, se possibile, ancora più forte. L'Italia non ce la fa a qualificarsi per il prossimo Mondiale in Russia contro la modesta Svezia ed è la prima volta che gli azzurri rimangono fuori, dopo 60 anni. L'ultima volta in cui non riuscirono a qualificarsi era il 1958. Una vita fa... Per questo le reazioni del mondo dello sport non si sono fatte attendere: da chi mette in luce la perdita economica per il Paese a chi individua in Tavecchio e Ventura i principali responsabili della disfatta. Eccone alcune...
CARRARO: "PERDITA DI OLTRE 1 MILIARDO" - "La mancata qualificazione dell'Italia rappresenta una perdita economica di circa un miliardo - ha detto l'ex presidente del Coni, Franco Carraro, nel corso della trasmissione 24mattino su Radio24 -. Grossomodo saranno 500-600 milioni, bisogna vedere se parliamo di diretto o di indiretto. Se mette l'indiretto probabilmente invece supera il miliardo, anzi sicuramente supera il miliardo". L'attenzione poi si sposta su quanto accadrà in Figc: "Tavecchio ha detto che si è preso 48 ore di tempo - ha proseguito Carraro - deve guardarsi allo specchio, deve valutare la situazione. Se lui pensa che ci siano le condizioni psicologiche e ambientali per farlo lui, deve rimanere. Si è preso la palla per 48 ore, lasciamogliela. Se ipotizzi di rimanere devi dirci esattamente quello che pensa di fare". Il percorso di Ventura sembra invece tracciato: "Il ct ha quella che si chiama la responsabilità oggettiva della politica sportiva: quando ti aspetti un risultato e fai il 10% meno va bene, quando fai l'80% meno mi sembra oggettivamente difficile"
Italia senza Mondiale, Cabrini a Radio Capital: "Gravi errori da vertici federali"
Italia eliminata, Carraro: "Perdita di oltre un miliardo". P. Cannavaro: "Via le mummie"

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CABRINI: "VERTICI FEDERALI? CHE ERRORI..." - Ci va giù duro anche Antonio Cabrini che a Radio Capital parla senza mezze misure di "errori macroscopici da parte dei vertici" e di "gestione federale non positiva". Per poi soffermarsi sulle scelte tecniche: "Insigne in panchina? È la punta dell'iceberg dei tanti problemi di questa squadra. Lui deve giocare in Nazionale, ma schierato nel suo ruolo - prosegue l'ex difensore campione del mondo nell'82' in Spagna-. Vivai penalizzati dai troppi stranieri? Più che altro manca un sistema organizzato, bisogna prendere giovani importanti che permettono di crescere come successo in altri Paesi. Serve un progetto che possa portare i ragazzi, i talenti, a crescere e ad essere più presenti nei vari campionati. Ieri sera avevamo dei giocatori che la domenica stanno in panchina: è inconcepibile, non si può sempre pensare che abbiamo la bacchetta magica per risolvere i problemi del calcio. Sono dell'avviso che bisogna sicuramente cambiare pagina - continua Cabrini -, trovare i responsabili di questa situazione, di questa gestione, perché sicuramente è mancata la gestione della filiera, dello sviluppo di tutte le nazionali, e di un sistema che purtroppo non è cresciuto. Purtroppo non ci possiamo permettere di raggiungere grandi traguardi, abbiamo ragazzi italiani anche interessanti che stanno in panchina ogni domenica" conclude.
TARDELLI: "TAVECCHIO DOVREBBE ANDARSENE" - "Tavecchio, se avesse la stessa dignità di Abete, dovrebbe andarsene". Sono le dure parole del campione del mondo a Spagna '82, Marco Tardelli, che ha così risposto a una domanda di Serena Bortone, conduttrice di Agorà, su Rai Tre, sulla mancata qualificazione dell'Italia in riferimento alla posizione del Presidente della Figc.
P. CANNAVARO: "VIA LE MUMMIE" - Paolo Cannavaro la tocca piano. Il difensore del Sassuolo, fratello di Fabio Campione del Mondo in Germania nel 2006, ci va giù pesante nell'analizzare, a caldo, i motivi dell'eliminazione degli azzurri nel play-off con la Svezia: "Ragazzi il Mondiale non l'abbiamo perso oggi - sostiene il 36enne centrale -. L'abbiamo perso 15 anni fa quando grazie ad un magna magna clamoroso degli addetti ai lavori, arrivavano in Italia bidoni da ogni parte del mondo a soffiare ingiustamente il posto ai nostri ragazzi... Gli abbiamo dato soldi, gloria e conoscenza grazie ai nostri allenatori italiani che restano i migliori in assoluto. Spero solo che oggi toccando il fondo si rifondi il nostro calcio! Via le mummie che gestiscono il calcio italiano e spazio ai giovani anche fuori dal campo! Fuori dalle palle grazie...". Cannavaro non può esimersi da un ringraziamento sentito al capitano della Nazionale che ieri, in lacrime, ha dato il suo addio alla maglia azzurra: "Onore al grande Gigi Buffon che ha perso la possibilità di essere l'unico giocatore a disputare 6 Mondiali e nonostante non ci sia riuscito ci ha messo la faccia!!! Speriamo che le tue lacrime versate siano le ultime del nostro calcio!!!! Sosteniamo la giovane Italia che verrà!!!! Ritorniamo ad essere l'Italia che il mondo intero ha invidiato purtroppo doveva accadere ciò per svegliarci!".
GRAZIANI: "SCONFITTA INDEGNA" - "Buffon ha dato tantissimo al calcio italiano, dispiace vederlo lasciare dopo una sconfitta indegna come quella con la Svezia. Solo pensare a un Mondiale senza l'Italia vengono i brividi". Così Francesco 'Ciccio' Graziani ha commentato l'amaro addio alla Nazionale del numero uno azzurro. "Le lacrime di Gigi dispiacciono -prosegue il campione del mondo a Spagna '82 all'Adnkronos- Vedere tanti grandi giocatori che lasciano in questo modo dà grande amarezza, ma noi abbiamo già l'erede di Buffon, in rampa di lancio c'è un giovane straordinario come Donnarumma".
ZOFF: "BUFFON COME ME, ADDIO CON SCONFITTA" - "Buffon giustamente ci teneva al record di Mondiali disputati, ha chiuso come me, con una sconfitta. E' un peccato per lui ma anche per il calcio italiano". Dino Zoff, storico portiere della Nazionale campione del mondo a Spagna '82, parla così all'Adnkronos dell'amaro addio del numero uno alla maglia azzurra. Stessa sorte capitò a Zoff che disse addio all'Italia il 29 maggio 1983, in quell'occasione la Nazionale azzurra perse 2-0 a Goteborg proprio con la Svezia nel match valido per le qualificazioni agli Europei di Francia del 1984.
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