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MotoGp, Dovizioso cade e si arrende: il Mondiale ? ancora di Marquez

VALENCIA - Un'altra magìa di Marc. E la resa di uno straordinario, commovente Andrea. A 6 giri dal termine Marquez si sdraia sul fianco sinistro, è un'altra caduta - la numero 28 della stagione -, la più clamorosa. Invece no. Il catalano fa leva sul gomito sinistro e recupera clamorosamente l'equilibrio, torna in pista. Dovizioso una tornata dopo finisce nella ghiaia. A lui l'acrobazia non riesce, no. E' finita. Marc chiude 3° in gara ed è mondiale, ma onore al suo grandissimo rivale ducatista. A Valencia vince l'altro pilota della Honda, Pedrosa, che per tutto il gp ha protetto il compagno di squadra - mica come Lorenzo, che ha ignorato l'ordine dai box della Rossa di lasciar passare DesmoDovi -, il francese Zarco chiude 2°, Valentino è 5°.
Marc, sei volte Cannibale - Festeggia lanciando un enorme dado, è naturalmente esce il numero 6. E' il 6° mondiale vinto in 7 anni, il 4° in MotoGP. Questo ragazzo ha un talento straordinario e pare destinato a diventare il più grande pilota di sempre. Ha saputo mantenere la calma nella prima parte del campionato, quando Viñales faceva il prepotente con la Yamaha: dopo il trionfo ad Assen di Valentino, Marc era addirittura 4° in classifica, con una sola vittoria in 7 gare e 2 'zeri' (Argentina, Le Mans). "La svolta è arrivata con i successi consecutivi in Germania e a Brno", racconta. E' riuscito ad assorbire pure la rottura del motore a Silverstone. In Australia ha sferrato il colpo decisivo a Dovizioso, che è stato a sua volta protagonista di una stagione straordinaria. Sei gp vinti più altri 2 podi: Andrea paga la sfortuna di Termas de Rio Hondo, quando fu buttato giù da Aleix Espargaro, lo sciagurato ritardo nel cambiare moto in Repubblica Ceca, soprattutto il deludente 13° posto a Phillip Island. Però onestamente non gli si poteva chiedere di più: ha dimostrato a tutti di essere un campione, e il prossimo anno ripartirà con le stesse ambizioni (ma uno stipendio quadruplicato, dicono).
MotoGp, Marquez mondiale: la festa
Marquez va, Pedrosa 'carabiniere' - Partito dalla pole, Marquez ha facilmente superato le inquietudini della prima curva: Iannone e Zarco avevano promesso battaglia, ma Pedrosa si è messo in mezzo e come un carabiniere ha scortato il suo compagno di squadra. Il francese della Yamaha Tech3 si è pero presto fatto sotto e al 3° giro è passato al comando, complice anche un prudentissimo Marc che prima ha alzato lo sguardo e poi lo ha fatto passare, per evitare guai. Dovizioso è partito bene, ha segnato il tempo migliore alla terza tornata ma si è trovato davanti Lorenzo: invece di agevolare la rincorsa del compagno di squadra, il maiorchino s'è incarognito per mantenere la quarta posizione (mentre dai box Gigi Dall'Igna sembrava perdere la pazienza) e Andrea ha così perso tempo prezioso. Dietro la coppia Ducati si è fatto avanti un caparbio Valentino, con Iannone che inesorabilmente scivolava dietro - superato dal compagno in Suzuki, Rins, a metà gara - e Viñales molto più lontano, in evidente difficoltà. Aleix Espargarò con l'Aprilia si era ritirato dopo appena 3 giri.
Lorenzo, il compagno che non ti aspetti - Dai box della Rossa partivano dei messaggi per Lorenzo - sul cruscotto della Gp17 e con le lavagne a bordo pista -: Jorge prima della gara aveva giurato mille volte di essere pronto a sacrificarsi per la squadra, ma dopo il via non è stato di parola. Il maiorchino ha continuato ad ignorare gli ordini (l'ormai famosa "Mappa numero 8" mostrata anche a Sepang), mentre Marquez - preso atto che il suo rivale diretto restava dietro - cominciava a pensare di attaccare Zarco.
La magìa di Marc, la resa del Dovi - Sul finale del 23° giro il catalano passava il francese, ma intimorito dal ritorno di Yoann andava clamorosamente lungo alla curva successiva, e finiva per terra. O quasi. Sì, perché ormai sdraiato su di un fianco, con il gomito sinistro sull'asfalto gli riusciva un incredibile gioco di equilibrio: Marc raddrizzava la Honda, finiva nella ghiaia, sbandava ma poi di nuovo era in pista. Una magìa che gli costava appena 4 posizioni. Era un arcobaleno di colpi di scena: nello stesso giro cadeva Lorenzo, subito dopo era il turno di Dovizioso. Anche Andrea finiva nella ghiaia, però a differenza di Marquez non ce la faceva a tenere su la Rossa. Tutto impolverato rientrava mestamente al box, dove era accolto da un grande applauso dei suoi. E questa volta era davvero finita, per il forlivese.
Vince Pedrosa, Valentino è quinto - Ad un giro dal termine Pedrosa passava Zarco, mentre Marquez ancora una volta rischiava di uscire e poi tagliava il traguardo a braccia alzate, 3°. Dietro di lui Rins, quindi Valentino davanti a Iannone. Il Doc chiude la stagione al 5° posto della classifica. Bel 9° posto per Pirro con la Ducati, Petrucci 13°. Da martedì i piloti tornano su questa stessa pista, comincia una nuova stagione. Ma stasera è tempo di festeggiare. Un grandissimo Marquez. E uno straordinario Dovizioso.
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