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Nazionale, Ventura e Buffon allontanano la paura: "Siamo convinti di farcela"

STOCCOLMA - Gian Piero Ventura, contro la Svezia giocherà Belotti al posto di Zaza?

"Zaza, è vero, ha avuto un piccolo problema, ma non disperiamo: proviamoci. Se sta bene gioca, se non sta bene cerchiamo di recuperarlo per lunedì. Belotti sta decisamente meglio di quando è arrivato, era reduce da due partite con poco allenamento, non era al massimo della condizione. Ha lavorato anche più degli altri e se ci sarà bisogno di lui potrà dare un contributo".
Qual è l'umore dell'Italia?

"Ce la vogliamo fare, c'è la voglia di andare ai Mondiali. Abbiamo lavorato per quello, siamo convinti che ci andremo, abbiamo grandissimo rispetto della Svezia che è nelle nostre stesse stesse condizioni ma abbiamo anche grande convinzione in noi stessi".
E il suo?

"Il mio stato d'animo è di grande tranquillità ma è chiaro che questa è la partita più eccitante e importante della mia carriera, c'è in ballo un Mondiale, anzi mezzo Mondiale, visto che ci sarà pure il ritorno. Ed è rischiosa, certo. Eccitante, importante, rischiosa".
Sarà più importante non prendere gol o segnarne uno? Se dovesse scegliere?

"È una partita che si gioca in 180 minuti, credo sia estremamente importante fare gol in trasferta. Potendo, sceglierei questa opzione. È una partita importante e delicata, non sento il rischio di sbagliarla perché è stata preparata dai giocatori in maniera non dico ottimale ma quasi. Ripeto: grande rispetto per la Svezia, è una rivale organizzata e con giocatori di qualità, ma dall'altra parte c'è l'Italia che vuole e andrà ai Mondiali".
Cos'ha pensato volando su Stoccolma? Era qui che la sua Italia doveva arrivare, sin dall'inizio del cammino, visto il girone?

"Ho pensato che ero soddisfatto per quello che era stato fatto dal giorno del mio arrivo in Nazionale. Mi avevano detto che c'era la Spagna e si sarebbe qualificata solo la prima, ci siamo detti: lavoriamo per andarci a giocare la partita a Madrid. Poi a Madrid abbiamo trovato una squadra più forte di noi: si poteva perdere meglio o peggio, nient'altro. Dopo, però, sono cambiate tante cose. Prima avevamo convinto tutti, me stesso incluso, che ce la potessimo giocare alla pari anche con gli spagnoli. Dopo, abbiamo scoperto che non era così facile. Cosa dovevamo fare allora? Arrivare secondi e nelle teste di serie, e ci siamo. Dopo gli spareggi faremo tutti i commenti".
Cosa dirà alla squadra prima di entrare in campo?

"(sorriso) Andate e vincete, cosa dovrei dire? Non c'è bisogno di parole. Servono serenità, consapevolezza e convinzione".
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