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Violenza sessuale sui nipoti minorenni: dirigente della Federcalcio indagato a Lecce

LECCE - Un dirigente della Figc sotto inchiesta per presunti abusi sessuali sui due nipoti. La Procura di Lecce ha aperto un'indagine per verificare l'attendibilità delle gravi accuse contestate a un 59enne di origini toscane, con un ruolo direttivo nei ranghi della Federcalcio.
C'è l'ipotesi di reato messa nero su bianco dal pubblico ministero Donatella Palumbo (ora in servizio presso la Procura di Benevento) nella richiesta di incidente probatorio contestata all'insospettabile molestatore: violenza sessuale aggravata e continuata. Nei confronti della nipotina di neppure di 10 anni, ora tredicenne, e del nipote, ora maggiorenne, iniziati quando il ragazzo aveva circa dieci anni.
Due vittime, dunque. Ragazzi con cui nel Salento il dirigente ha sempre trascorso d'estate qualche giorno di vacanza. Il ragazzo per anni sarebbe stato vittima di attenzioni sessuali e abusi compiuti dallo zio. Diverse le occasioni in cui l'uomo avrebbe abusato del nipote in casa dei nonni paterni. Davanti al computer e approfittando di momenti in cui rimaneva da solo con il ragazzo.
Più episodi che la vittima avrebbe tenuto tra i suoi segreti per anni. La svolta è arrivata nel 2019. Il giovane si è confidato con una cugina più grande, a cui ha rivelato le attenzioni che lo zio gli avrebbe rivolto per anni: l'ultimo episodio era avvenuto nel 2015. E, prevedibilmente, è scattato un secondo allarme su eventuali molestie che l'insospettabile molestatore avrebbero potuto riservare sulla sorella più piccola. Terribili sospetti. Che si sono tramutati in indizi quando la minore è stata contattata per telefono dal fratello e dalla cugina rivelando di aver ricevuto lo stesso trattamento dallo zio. Anni prima. Nell'estate del 2017 e sempre in casa dei nonni in più occasioni.
Le confessioni sono finite all'orecchio dei genitori dei due ragazzi. E dopo un incontro con il dirigente per chiedere spiegazioni sul racconto dei figli, i due si sono presentati in caserma per sporgere denuncia e consentire così ai carabinieri del posto di avviare le indagini confluite in una prima informativa negli uffici della Procura di Lecce.
Sono scattati a quel punto i primi accertamenti e nelle scorse ore la ragazzina è stata sentita con la forma protetta dell'incidente probatorio per confermare o meno le accuse nei confronti dello zio alla presenza del gip Edoardo D'Ambrosio, del rappresentante della pubblica accusa Elsa Valeria Mignone e degli avvocati delle parti: gli avvocati Massimo Manca per l'indagato e Giuseppe Corleto e Andrea Rosafio per i ragazzi e i loro genitori. Sarà ora una perizia affidata ad una psicologa ad accertare l'attendibilità delle dichiarazioni della bambina e la sua capacità a testimoniare. Dopo di che l'indagine giungerà al capolinea.
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