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Lecce, la terribile morte di Daniele e Eleonora raccontata dai testimoni: "Prima le urla poi piu niente"

Le urla, le richieste di aiuto, le suppliche all'aguzzino di fermarsi. L'agonia di Eleonora Manta e Daniele De Santis è stata catturata in diretta da un testimone oculare: un ragazzo residente nello stesso palazzo dei due giovani massacrati in via Montello, a Lecce. Il giovane si chiama Andrea. Inizialmente il nome (erroneamente) affibbiato all'assassino. Andrea abita un piano più in basso dove risiedevano i fidanzati. Ha sentito e visto l'omicida infierire sui corpi osservando il massacro dallo spioncino.
Omicidio fidanzati Lecce, il killer ripreso dalla telecamera di sorveglianza dopo il delitto
Lecce, la terribile morte di Daniele e Eleonora raccontata dai testimoni: "Prima le urla poi piu niente"

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Gridava Eleonora in quei momenti. Lo faceva con le residue forze che aveva come ha raccontato Andrea ai carabinieri quando è stato sentito in veste di persona informata dei fatti. Eleonora implorava l'assassino di bloccarsi. Insieme a Daniele. "Ma che stai facendo, basta!". "Ci stai ammazzando" gridavano mentre con un coltello da caccia il killer infieriva sui loro corpi. Fino a quando il solo Daniele, ancora in vita, supplicava il carnefice con un filo di voce: "Basta, basta, basta!".
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Poi la fuga. Vista da Andrea che non si è girato dall'altra parte. Anzi. Ha rivolto lo sguardo verso l'assassino mentre fuggiva: "Ho notato questo individuo, con passo normale e apparentemente tranquillo, che scendeva le scale" ha raccontato ai carabinieri. "Indossava una felpa nera, aveva uno zainetto sulle spalle di colore giallo. Penso poteva essere alto 1 metro e 75 centimetri, di corporatura normale. Ho capito che la persona era rimasta a terra esanime fosse De Santis dopo che siete arrivati voi carabinieri poiché sono uscito dalla mia abitazione".
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I dettagli sul profilo dell'assassino combaciavano con la fisionomia di Antonio De Marco. Sempre il supertestimone, nuovamente sentito in caserma, svelava ai militari: "Conoscevo Daniele De Santis da circa un anno. Ricordo che i primi tempi sicuramente l'abitazione era affittata a studenti. In seguito ho visto sempre più spesso De Santis all'interno del palazzo e un inquilino che credo abitasse nella sua abitazione. Quest'ultimo era un soggetto di media statura, alto circa 1 metro e 75 centimetri". Solo una coincidenza con la statura del potenziale assassino? Per nulla le dichiarazioni del supertestimone si sono rivelate fondamentali.
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Così come la testimonianza di un altro ragazzo che ha seguito la fuga dell'assassino da via Montello. Ai carabinieri ha raccontato: "Ho notato un soggetto che scendeva velocemente le scale e si allontanava con direzione via Martiri d'Otranto con direzione l'Acquedotto. Lo stesso aveva una corporatura normale, carnagione chiara, indossava una felpa scura con cappuccio. Durante la fuga il soggetto aveva un coltello di grosse dimensioni. Lo impugnava con la mano sinistra. Aveva sicuramente una lunghezza di circa 15-20 centimetri ed era molto vistoso".
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Più testimonianze, dunque. Come quella di un altro testimone, che abita nella Casa dello Studente, che ha udito le urla provenire dall'appartamento di Daniele ed Eleonora dalla parte opposta della strada. "Urla di donna" ha raccontato ai militari, "frammiste a voce maschile. Inizialmente ho pensato a un banale litigio, a una violenza domestica. Poi ho udito un forte tonfo. Ho deciso di chiamare il 112 mentre continuavo a sentire, anche durante la telefonata, delle urla di aiuto da parte di una donna. Al termine della telefonata ricordo di aver fatto caso che le urla di aiuto della donna andavano ad affievolirsi sempre più fino a non udirle più". Daniele ed Eleonora erano, ormai, nelle mani del loro aguzzino.
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