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Asti, rubata la stella dalla tomba del comandante partigiano. La figlia al ladro: "Hai scelto bene. Conservala con cura"

Una stella in bronzo è stata rubata dalla lapide di una coppia di partigiani sepolti nel cimitero di Asti. Si trattava di un riconoscimento a Francesco Rosso, il comandante con nome di battaglia "Perez" della Brigata Garibaldi nelle Langhe, fondatore e poi presidente per 40 anni dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia di Asti, e della moglie Maria Pia Galderisi, staffetta partigiana della stessa Brigata. Ne dà notizia la figlia Irene, che ha denunciato l'accaduto ai carabinieri.
Asti, rubata la stella dalla tomba del comandante partigiano. La figlia al ladro: "Hai scelto bene. Conservala con cura"

La tomba dopo il furto
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"Se sei un collezionista di cimeli - scrive la donna in una lettera aperta pubblicata su "Patria indipendente", il quindicinale dell’Anpi, arivolgendosi al presunto ladro - hai scelto bene. Conservala con cura. Una stella resta una stella. La farò rimettere: un modo di ricordare i ragazzi che non sono ritornati". Anche l'Anpi provinciale astigiana denuncia l'assurdità di un atto che non trova spiegazioni plausibili.
Asti, rubata la stella dalla tomba del comandante partigiano. La figlia al ladro: "Hai scelto bene. Conservala con cura"

La stella rubata
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Ecco nel dettaglio la lettera di Irene: un documento in cui la figlia del comandante non racconta solo il padre, ma l'intera Brigata Garibaldi delle Langhe: "Lettera aperta a chi si è portato via la stella dal cimitero di Asti, violando la tomba, non solo dei miei genitori, ma di tutti i Partigiani! È giusto che conosca almeno il significato di quei pochi centimetri di metallo con inciso 'XVI Brigata Garibaldi'. C’era una volta un giovane astigiano che pur essendo orfano di madre vedova fu chiamato alla leva e dovette combattere su vari fronti per trovarsi l’8 settembre 1943 ricoverato all’ospedale militare di Bari. Poi un’avventura di 29 giorni per tornare in Piemonte, in gran parte a piedi. Non restò a casa imboscato ma prese la strada dei monti e diventò Perez. Già, il nome che hai letto sulla tomba. Rimase nelle Langhe sino al momento in cui scese coi suoi 350 uomini a Torino e consegnò il suo mitra Sten nel maggio 1945".
Asti, rubata la stella dalla tomba del comandante partigiano. La figlia al ladro: "Hai scelto bene. Conservala con cura"

Francesco Rosso, al centro, durante una celebrazione (da archivio Israt - fondo Perez)
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"Quella XVI Brigata Garibaldi racchiude tutto - scrive ancora Irene Rosso - La lotta, gli ideali e la speranza di un mondo migliore. Tra i suoi uomini “Cobra”, un genovese bellissimo che fu raggiunto dalla sorella, Maria Pia, quando la loro madre morì assieme a 350 civili sotto le bombe cadute su Genova il 4 settembre 1944 (Maria Pia, come avrai letto sulla tomba che hai violato, divenne staffetta partigiana della XVI Brigata Garibaldi, e si unì in matrimonio col Comandante Perez). Cobra muore in azione poco prima della Liberazione. Perez tiene testa ai tedeschi in una battaglia di 9 ore in quel di Feisoglio e per questo riceverà la decorazione di Medaglia d’Argento al Valor Militare".
"Ti racconto tutto questo perché tu sappia fare buon uso di quella minuscola stella che ti prego di conservare. Racchiude un patrimonio di storia patria e umana. Poi Perez non tornò Francesco. Fondò ad Asti l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Ne fu eletto presidente e ricoprì la carica per 40 anni. Sai, il tuo gesto non riesco a capirlo. Non può essere per monetizzare quella stella. Io l’ho scoperto alla vigilia di un referendum che chiede di modificare norme costituzionali. Il clima elettorale neppure si respira. Allora perché? Se invece sei un collezionista di cimeli… Hai scelto bene. Conservala con cura. Una stella resta una stella. La farò rimettere. Un modo di ricordare i ragazzi che non sono ritornati".
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