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Omicidio di Willy Monteiro Duarte. I fratelli Bianchi, il tirapugni e quegli allarmi ignorati dalle forze dell'ordine. Storia di un delitto che si doveva evitare

Prima di Willy, i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, appassionati di arti marziali, palestrati e tatuati, talmente simili da essere chiamati "i Gemelli", avevano già messacrato di botte un giovane. Utilizzando, nel pestaggio, anche un tirapugni. Una vicenda denunciata, oggetto di indagini e - emerge solo ora - da tempo al centro di un processo davanti al Tribunale di Velletri (l'ultima udienza era stata rinviata per l'emergenza Covid).

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dalla nostra inviata FEDERICA ANGELI
All'alba di domenica 6 settembre, quando sono stati arrestati con l'accusa di aver ucciso a calci e pugni il 21enne Willy Monteiro Duarte, di Paliano, i fratelli Bianchi erano dei semisconosciuti per i più. Ma non per i carabinieri di Colleferro e Velletri che su di loro avevano un dossier pieno di denunce collezionate nell'arco di due anni, sempre per pestaggi del tutto simili e vicende di droga. Il gip del Tribunale di Velletri, Giuseppe Boccarrato, disponendo per i quattro le misure cautelari, ha specificato che Gabriele aveva tre precedenti, per lesioni e detenzioni di armi, e Marco cinque. Tutti per lesioni.
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di CLEMENTE PISTILLI
Ora emerge però che nel passato dei due c'è molto, molto di più. Tanto Marco quanto Gabriele erano infatti già stati accusati e imputati per aver massacrato di botte insieme a un terzo soggetto non identificato, utilizzando pure un tirapugni, un 25enne di Lanuvio. Un'arma che proprio Marco avrebbe portato "senza giustificato motivo in luogo pubblico". Era il 14 gennaio 2018 e a Velletri la vittima fu più fortunata di Willy e se la cavò con un mese di prognosi.
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di FABIO TONACCI e MARIA ELENA VINCENZI
Trascorsi appena quattro mesi, il 3 maggio dello stesso anno, sempre a Velletri, ecco che Marco, insieme ad altre cinque persone, finisce nei guai per una rissa fuori da un locale. Anche qui è tutto agli atti. Si tratta della vicenda per cui venne arrestato e subito scarcerato. Ad avere la peggio due coimputati, Federico Luciani, ventenne del posto, e un 22enne di nazionalità marocchina, Ibrahim Chadli, anche lui residente a Velletri. Anche in quel caso venne utilizzato pure un "corpo contundente". In quella rissa era coinvolto ed è anche lui imputato Fabio Bianchi, il fratello maggiore dei due arrestati. Lo stesso che il quarto fratello, Alessandro, titolare del bistrot dove si era riunita la banda dopo il massacro di Willy, ha dichiarato essere impegnato insieme a lui a cercare di tenere lontani dalla cattiva strada i fratelli minori.
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di CLEMENTE PISTILLI
A guardare con più attenzione al passato dei "Gemelli" si trova pure una condanna incassata in primo grado da Gabriele Bianchi. Il 24 febbraio scorso il 26enne, che prima della tragedia di Colleferro aveva aperto una frutteria a Cori, era stato infatti condannato dal giudice del Tribunale di Velletri, Ramona Bruognolo, a mille euro di ammenda per essere stato trovato il 31 gennaio 2017 ad Artena, in via della Resistenza, con un taglierino con una lama retrattile di sei centimetri, tenuto dentro il vano porta oggetti di un'Audi station wagon. Insomma, gli elementi per ritenere che i fratelli potessero rappresentare un problema per la sicurezza e l'ordine pubblico c'erano tutti. E da tempo. Eppure le denunce e i processi non li hanno fermati. Per continuare le loro scorribande, ai due è bastato spostarsi da Velletri a Colleferro insieme a tutta la banda.
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di CLEMENTE PISTILLI
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