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Genova, bambini in ginocchio a scuola per scrivere sulle sedie, arrivati i banchi, ma infuria la battaglia politica

Genova, bambini in ginocchio a scuola per scrivere sulle sedie, arrivati i banchi, ma infuria la battaglia politica
La foto postata questa mattina dall'assessora Ilaria Cavo, la scuola è sempre la primaria Mazzini, ma è un'altra classe
Alla fine nella scuola primaria Mazzini di Genova i primi 250 banchi sono arrivati all'ora di pranzo. Banchi ordinati direttamente dall'istituto, non quelli del ministero che arriveranno solo nelle prossime settimane. Ma non basta neppure questo per placare la polemica sulla foto dei bambini inginocchiati per terra che usano le sedie come banchi. “ Sto ricevendo molte testimonianze di solidarietà da parte delle famiglie, non sono state ore semplici – ha ribadito a Renzo Ronconi, dirigente dell’istituto comprensivo Castelletto- Quell’immagine estrapolata dal suo contesto si presta ad interpretazioni. Effettivamente c'è stata una leggerezza che verificheremo». E il preside conferma la difficoltà della riapertura non solo per i banchi ( ne mancavano 400 su 900 ) ma anche per la mancanza di personale.
Stamattina sui social è spuntata una nuova foto, della stessa scuola, postata dall’assessora regionale all'Istruzione alla Formazione Ilaria Cavo. “A tutti quelli che hanno scritto che la foto di ieri era solo una "fake news", a chi ha sostenuto che si trattava solo di un gioco..ecco un'altra foto: sempre di ieri, sempre Genova, stessa scuola, solo un'altra classe- si legge sul post -Anche loro, chiediamo al direttore didattico "stanno disegnando sereni in libertà"? Ci auguriamo che, anziche' negare l'evidenza o accusare chi ha evidenziato il problema di strumentalizzazioni, qualcuno dal Ministero faccia le scuse ad alunni e genitori e che dal Ministro arrivi una rapida soluzione”.
E proprio la ministra Maria Azzolina chiamata in causa anche da governatore Giovanni Toti ha fatto sapere: "Penso che tutto si dovrebbe fare meno che strumentalizzare foto con bambini, tanto meno per tornaconto elettorale". Tutto è nato dalla foto scattata ieri da una maestra per mostrare l’entusiasmo dei bambini ai genitori che l’hanno rilanciata sui social e inviata ai giornali: in poche ore si è trasformata in un boomerang per la scuola che ha deciso di aprire e una questione politica. Il primo post è partito dal governatore Giovanni Toti ieri pomeriggio: “Cara Azzolina, questi sono gli alunni di una classe genovese, che scrivono in ginocchio perché non hanno i banchi che avevate promesso - ha postato ieri Toti su Facebook
- I nostri bambini, le maestre e le famiglie non meritano questo trattamento. Un’immagine come questa non è degna di un Paese civile come l’Italia”. E a poco sono serviti i chiarimenti del preside “Un’ingenuità da parte di una maestra farla girare : voleva mettere in risalto il lavoro fatto il primo giorno di scuola nonostante le mille difficoltà- ha spiegato il dirigente dell'stituto - Ma è sbagliato e grave strumentalizzarla , strumentalizzando con essa tutti i bambini, in una giornata in cui avevamo riscontrato solo grande entusiasmo senza nessuna criticità” .

Il direttore scolastico regionale ha aperto un’inchiesta interna e nel frattempo le polemiche politiche sono proseguite con il candidato alle elezioni regionali del Movimento Cinque Stelle Fabio Tosi che si è schierato a fianco della Ministra dell’Istruzione. “Non ci sono davvero parole per la pochezza dimostrata oggi dal Governatore, che in un giorno così delicato, festoso e a lungo atteso come la prima campanella ha strumentalizzato una foto e innescato una polemica becera Fondata peraltro su una fake news”. A cui è seguita l’ennesima replica via social del governatore: “Ai signori grillini e sinistri che insistono a dire che si tratta di una foto fake o creata ad arte, suggerisco di leggere le dichiarazioni del direttore scolastico che ammette e giustifica l’immagine che avete visto dicendo che era un gioco e che i ragazzi stavano disegnando- rilancia il governatore - Comunque in certe occasioni basterebbe chiedere scusa. O bastava comprare i banchi per tempo. Ma se chi governa un Paese mente su questo... è in grado di mentire su tutto . Chi mente per coprire un errore, deve dimettersi subito. L’Italia merita di meglio”.
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