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Elezioni Puglia, il centrodestra a Bari: "Vinciamo perche uniti". Salvini: "Il treno del cambiamento non ripassa"

Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Lorenzo Cesa e Raffaele Fitto. I leader di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Udc si ritrovano tutti insieme sullo stesso palco di Bari per sostenere il candidato governatore del centrodestra. Questa sì che è una notizia. Da quando i leader nazionali avevano indicato a fine giugno in Fitto il loro candidato non era mai accaduto. A evitarsi erano stati soprattutto Salvini e Fitto che hanno condotto una campagna elettorale da separati in casa. Troppo importante la campagna pugliese per stabilire davvero chi avrà il primato nella coalizione fra Lega e Fratelli d'Italia.
Ora però sul palco di Bari danno dimostrazione pubblica di unità. Lo fanno a una settimana dal voto. Tajani, Salvini e Meloni si ritrovano in città dopo i loro personali tour elettorali in regione in cui hanno bombardato i 15 anni di regione di centrosinistra e il governo. Bersaglio preferito la ministra della Scuola Lucia Azzolina.
Uno schema che si ripete anche sul palco allestito al molo San Nicola di Bari al tramonto, mentre tutt'attorno i baresi si preparano al sabato sera. Forze di polizia a chiudere il molo e restringere l'area con diverse centinaia di sostenitori e bandiere di partito che sventolano. A fianco al bar del molo un gruppo di giovani di sinistra e dei centri sociali che protesteranno con buu e fischietti per tutta la sera.
Elezioni Puglia, il centrodestra a Bari: "Vinciamo perche uniti". Salvini: "Il treno del cambiamento non ripassa"

La protesta di alcuni giovani di sinistra e centri sociali
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I tre leader sfilano prima davanti alle telecamere. “Squadra compatta a litigare sono quelli della sinistra. In Puglia tira una bella aria di cambiamento. Da Emiliano e dalla sinistra solo attacchi e litigi” dice Salvini che però rinnega per la prima volta il modello di sanità lombarda: “Il modello vincente in Puglia è quello pugliese. Ho incontrato tanti medici che chiedono che valga solo il merito non la vicinanza la cuginanza. Il merito”. A chi gli chiede dell'inchiesta della procura di Milano che ha portato all'arresto di tre commercialisti vicini alla Lega, Salvini risponde: “Sono tranquillissimo, sono anni che cercano i soldi in Russia e in Svizzera, in Lussemburgo, San Marino, Liechtenstein e non trovano niente”. Poi la “storica” stretta di mano fra Salvini e il candidato Fitto. Subito dietro il candidato vicepresidente Nuccio Altieri, l'uomo della Lega a cui il centrodestra ha preferito però l'europarlamentare di Fratelli d'Italia.
Elezioni Puglia, il centrodestra a Bari: "Vinciamo perche uniti". Salvini: "Il treno del cambiamento non ripassa"

Raffaele Fitto e Matteo Salvini
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“Gli avversari sono nervosi” dice la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che commenta anche il caso della visita ad agosto insieme a Fitto all'azienda di Polignano in cui è esploso un focolaio di Covid: “L'azienda era chiusa. Usano l'argomento per screditarci in campagna elettorale. Noi però nelle aziende ci possiamo andare, non possono farlo il Pd e i 5 Stelle”. La Meloni è convinta che se si vince qui e nelle altre Regioni può essere un avviso di sfratto per il governo: “Il presidente della Repubblica non è un semplice notaio”.
Poi al momento di salire sul palco, c'è una sorta di competizione fra i diversi sostenitori. C'è chi urla il nome di Matteo Salvini. Subito parte un urlo ancora più forte da parte dei sostenitori di Fratelli d'Italia, veri padroni di casa della serata, per Giorgia Meloni. Sale sul palco il candidato presidente, quel Raffaele Fitto che attende questo momento dalla sconfitta del 2005 contro Nichi Vendola. Cita inefficienze e sprechi: “In 15 anni nessuna infrastruttura è stata realizata. Siamo tra le regioni con la più alta tassazione sui rifiuti. Hanno creato un mostro burocratico e quello che sta accadendo in agenzie e Asl in questi giorni è scandaloso. Dobbiamo rompere questo sistema di distribuzione di prebende”.
A turno poi è la volta dei tre leader. Da Lorenzo Cesa dell'Udc a Tajani di Forza Italia che ottiene dal pubblico un applauso per Silvio Berlusconi affetto dal Covid. Quando sul palco si affaccia la Meloni, in fondo alla piazza aumentano i cori di proteste da parte dei manifestanti di sinistra. “La Regione in questi anni è stata un grande carrozzone per sistemare gli amici degli amici contro ogni meritocrazia”. Sferra un attacco all'epidemiologo Pierluigi Lopalco, candidato nel centrosinistra con Emiliano: “Lo abbiamo visto con la vergogna dei finti tecnici pagati 100mila euro l'anno per farsi la campagna elettorale. Come Lopalco, una vergogna. Vogliamo sapere chi ha tirato fuori le liste dei malati oncologici. Metodi che dimostrano difficoltà da parte dei nostri avversari”. Meloni, come Salvini dopo di lei, attacca il governo nella gestione del Covid e degli immigrati clandestini.
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Cronaca


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È il leader della Lega però a chiudere la serata. Lo fa però smentendo quanto detto pochi minuti prima dalla Meloni e cioè non dando un peso nazionale al voto pugliese: “Non è un voto pugliese da usare a Roma, è un voto pugliese per i pugliesi”. Cita San Nicola “il patrono dei marinai e degli studenti, sono due pezzi di Italia che questa terra, questo lungomare meritano di tornare a rappresentare. Il popolo del mare”. E subito dopo la citazione del santo di Myra però il suo discorso si fa più aggressivo: “Noi vogliamo in Puglia i turisti che pagano non quelli che sbarcano. Ne ho le palle piene di spacciatori, clandestini, perditempo e amichetti di sinistra che accolgono non perché sono generosi. Quelli che vogliono riempire Bari di immigrati lo fanno perché sulla pelle di questa gente ci guadagnano miliardi di euro”. Prende di mira i manifestanti: “Raffaele è un buon segno. Se l'unica risposta che sa dare la sinistra è il fischietto e la bandiera rossa, ragazzi abbiamo già vinto”.
Salvini però è l'unico leader che avverte: “Dopo 15 anni il centrodestra ha un candidato unico e una squadra compatta. Il treno del cambiamento non ripassa da Bari”. Intanto sul lungomare di Bari è sera. Ora spetta a questa città e a tutta la Puglia stabilire se è arrivato il momento di fare proprio e accogliere il modello di governo di questa destra a trazione sovranista. Che di accoglienza però proprio non ne vuole sentire parlare.
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