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Focolaio di Polignano: i contagiati salgono a 108, uno e in ospedale

Uno dei lavoratori - un uomo sui cinquant'anni - è ricoverato nel padiglione Baccelli del Policlinico di Bari: "Ma soltanto in via precauzionale", dicono i medici. E sale a 108 il numero delle infezioni accertate fra i 300 dipendenti in servizio nello stabilimento della Sop, la Società ortofrutticola polignanese che dal 1964 produce ed esporta uva da tavola, pomodori e ortaggi e che martedì è diventata il focolaio di Coronavirus più importante della Puglia.
La Asl Bari conta chiudere il ciclo di tamponi nelle prossime ore con i test su una trentina di dipendenti assegnati all'azienda di via Guglielmo Marconi a Polignano a Mare (che è ancora chiusa). Fino alla sera di giovedì 10 settembre - a meno di 72 ore dall'accertamento delle prime infezioni nella Sop - gli specialisti del dipartimento di Prevenzione hanno eseguito 421 tamponi fra i dipendenti e i loro contatti stretti.
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"Un'attività straordinaria" per i tecnici baresi. Tanto che la Protezione civile ha messo a disposizione tre persone a sostegno dei medici e degli assistenti sanitari che devono inviare i referti dei tamponi alle persone in attesa. Ma la Asl conta di metter mano al suo sistema informatico per consentire ai laboratori che analizzano i test di spedirne l'esito via mail direttamente all'interessato. Senza passare per gli uffici di lungomare Starita a Bari, dunque.

Le polemiche


Il ritardo nella notifica dei referti è stato al centro delle polemiche. Il sindaco e presidente Anci Puglia, Domenico Vitto, aveva mandato un messaggio di solidarietà via social per "tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che attendono ancora da lunedì". "È una situazione inaccettabile sotto tutti i punti di vista", aveva sostenuto Vitto su Facebook.
"Inaccettabile - parole del primo cittadino - perché così si crea uno stato di angoscia in persone che non hanno colpe. Si genera angoscia nei familiari, negli amici e le si costringe all'isolamento. Inaccettabile anche da un punto di vista sanitario: se un cittadino dovesse non rispettare le norme prescritte per chi è in attesa del tampone, sarebbero problemi estremamente seri".
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di CENZIO DI ZANNI
Vitto ha però riconosciuto la portata del focolaio che ha investito la sua città: "Capisco le difficoltà tecniche nella gestione di un fenomeno straordinario come quello che stiamo vivendo a Polignano e apprezzo con tutto il cuore lo sforzo che la Asl e le diverse istituzioni coinvolte stanno mettendo in campo per tutelare la salute di tutti". Poi la conclusione: "Questa situazione di incertezza deve risolversi al più presto". Per questo a Polignano sono arrivati anche alcuni infermieri dall'ospedale di Monopoli.

Gli altri tamponi


I dipartimenti di Prevenzione di Bari, Brindisi e Taranto, intanto, dovranno eseguire altri test sui 250 dipendenti della Sop a lavoro nei campi. Gli stessi che, in base all'indagine epidemiologica delle Asl, non avrebbero avuto contatti stretti con chi opera all'interno dello stabilimento alla periferia di Polignano. "Comunque facciamo il tampone per maggiore sicurezza", rimarcano le autorità.
Domenica 13 settembre toccherà ai lavoratori residenti a Grottaglie, dov'è stata allestita un'area per i tamponi all'interno del campus Campitelli. Lì, dalle 8,30 alle 19,30, saranno effettuati test ai cittadini che hanno lavorato per la Sop negli ultimi 14 giorni. Finora sono nove i dipendenti residenti a Grottaglie (fra quelli assegnati allo stabilimento di Polignano) per i quali il test ha dato esito positivo.
"Non dobbiamo allarmarci, ma bisogna essere molto cauti", scrive il sindaco Ciro D'Alò in un post su Facebook. "Stiamo lavorando in stretta sinergia con Asl e Regione per identificare i contatti, isolarli e interrompere tempestivamente la catena del contagio. Ma - continua il primo cittadino - abbiamo bisogno della collaborazione di tutti e di un grande e diffuso senso di responsabilità". È il motivo per il quale il sindaco invita "tutti i cittadini che hanno avuto contatti con i positivi o che hanno prestato attività lavorativa all'interno dell'azienda agricola a restare in casa e attendere l'esito del tampone".

Il caso di Monopoli


A Monopoli, invece, i lavoratori della Sop positivi sarebbero 13, secondo quanto riferisce il sindaco Angelo Annese. "Ma non ghettizziamo chi si ammala e non facciamo nessuna caccia agli untori", spiega Annese. Che aggiunge: "Purtroppo nessuno di noi è immune da un eventuale contagio e per esperienza diretta di chi ci sta passando non è facile, oltre alla malattia, subire il chiacchiericcio".
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