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La passata nasce sul campo: l'ultima innovazione di Mutti nel segno del pomodoro

Si chiama Sul Campo l'ultima innovazione prodotta dall'azienda del pomodoro Mutti di Parma (Montechiarugolo).
La novità è stata presentata oggi dall'ad Francesco Mutti, dal direttore agricolo Ugo Peruch e dal direttore industriale Giorgio Lecchi. Mutti dimostra nuovamente attenzione verso il "salto" tecnologico e la ricerca portando, spiega Mutti, "l'elemento della trasformazione direttamente sul campo. Non è più il pomodoro che raggiunge l'azienda ma il contrario. Questo avviene grazie alla costruzione di un prototipo di azienda trasportabile per ridurre a zero il trasporto della materia prima, lo stress che il pomodoro riceve ovvero il numero di ore tra la raccolta e la trasformazione. In questo modo il momento della raccolta coincide con la sua trasformazione che avviene appunto sul campo" nei settanta giorni della raccolta.
Un processo che sarà possibile grazie a una apposita macchina mobile, InstaFactory. L'idea è catturare il momento della maturazione perfetta, direttamente sul terreno scelto e concentrando un intero impianto di lavorazione nello spazio di "appena" 1000 metri quadri, quanto quattro autotreni.
Venti minuti appena (contro alcune ore) e il raccolto è pronto per essere imbottigliato in una passata a edizione limitata, che proprio per la rapidità dei tempi mantiene tutte le proprietà organolettiche e, in tema di tracciabilità, porta con se' anche la firma del campo di origine.
"Siamo i primi a lanciarci in questa sfida in cui il protagonista è sempre il pomodoro e chi lo lavora - aggiunge Mutti, ma che rappresenta "un modo del tutto nuovo di pensare alla produzione".
"Solo un anno fa, sembrava impossibile", ammettono Lecchi e Peruch che hanno presentato il progetto ai produttori e hanno costituito una squadra di progettisti tutta nuova - costituita anche da giovani tecnici - per ridisegnare il processo e rendere possibile la lavorazione del pomodoro in pochissimo spazio e in movimento.
Con appena quattro operatori e due addetti alla logistica, l'impianto compie tutte e otto le fasi, dal lavaggio al confezionamento, nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza e in autosufficienza energetica.
Quest'anno si parte coinvolgendo tre delle 400 famiglie di agricoltori conferitori del gruppo Mutti: Calza, Franzoni e Aschieri a cui è stato riconosciuto un surplus economico del 20% per aver aderito e scelto di coltivare il tipo di pomodoro scelto per il progetto. "Sono nostri fornitori e hanno aderito con entusiasmo, si sono messi a disposizione" sottolinea Peruch che aggiunge. "Per noi il legame con il territorio è fondamentale".
Mutti, solo pomodoro da 120 anni - Foto
Aggiunge l'ideatore Lecchi: "Cerchiamo costantemente di innovare in un contesto spesso conservativo. Uno dei punti sempre al centro dell'attenzione è il tempo e lo spazio dell'arrivo dei pomodori nello stabilimento ed è su questo che ci siamo concentrati".
Nella pratica la parola d'ordine è stata semplificare il processo: "L'impianto - chiarisce ancora Lecchi - è come una piccola fabbrica che opera dalla materia prima al prodotto finito confezionato in fusti asettici. Il pomodoro viene lavato, selezionato, sminuzzato per essere trattato termicamente, passato in raffinatrice, evaporato e quindi mandato in un impianto asettico per il riempimento. Tutto realizzato in due moduli di nove metri di lunghezza per due alimentati da un gruppo elettrogeno e una caldaia".
A condurre l'impianto sono in tutto sei addetti ed è prevista una gestione in remoto sia per il controllo sia per un eventuale intervento di ottimizzazione.
Per le autorizzazioni si è avuto un confronto con gli enti autorizzativi e "da parte di tutti abbiamo trovato la disponibilità a trovare soluzioni nel rispetto delle normative". Tutto è partito nel corso della campagna 2019 ed è stato realizzato in tempo per tradurre l'idea in pratica nonostante il lockdown.
Investimento complessivo "molto importante", ammette l'ad. La fase di test sta per concludersi ma passerà ancora un po' di tempo prima di vedere il prodotto sugli scaffali, sicuramente non prima dei primi mesi del 2021. Sulle confezioni ci sarà, oltre al marchio Mutti, anche il nome dell'azienda agricola produttrice del pomodoro.
"Tutto rientra nella logica aziendale di migliorare la qualità del prodotto e questo progetto ne è pienamente parte", conclude Mutti che ha rimarcato come i consumatori nel lockdown abbiano dimostrato grande amore per il pomodoro, che ha registrato una esplosione di vendite nel retail. (Fra.Na)
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