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Imola, la denuncia di Fatiha: "Mi hanno negato la casa perche sono straniera"

"Siete stranieri, quindi niente casa in affitto". Ha dell’incredibile la storia raccontata da Fatiha Sakhri, giovane infermiera campana, cittadina italiana di origini magrebine. Una vicenda da lei stessa raccontata sulle sua pagina Facebook che vede come protagonisti un affittacamere di Imola che nonostante la prenotazione della ragazza e della sua famiglia ha fatto marcia in dietro dopo aver visto che gli ospiti non erano di origini italiane. Una storia di razzismo che "indigna e ferisce" Fatiha.
La vicenda è collegata ad un brutto incidente che prima del lockdown ha coinvolto il fratello della ragazza, ricoverato per la riabilitazione all’istituto Montecatone di Imola. Dopo il blocco a causa del coronavirus la famiglia può finalmente arrivare in Emilia Romagna a trovare il ragazzo in ospedale e stare con lui una settimana. Così Fatiha guarda sul sito dell’istituto e trova alcuni appartamentini consigliati dalla struttura per i familiari che arrivano da ogni angolo d’Italia. Telefona e una signora gentile risponde: "Certo, la camera è libera".
Tutto normale fino a venerdì pomeriggio quando, dopo un lungo viaggio in macchina da Caserta, la famiglia arriva all’indirizzo di via Montecatone 14. C’è la ragazza, ci sono i genitori e c’è anche il fratellino più piccolo. All’indirizzo ci sono anche gli affittuari, racconta la ragazza: "Una signora insieme al marito ci guardano sospettosi. Parlano a bassa voce, si guardano ancora". Poi quando Fatiha si presenta viene fuori il problema: "Lei non mi ha detto al telefono che non siete italiani". La giovane spiega che non pensava fosse importante, che nessuno le aveva chiesto niente. La coppia taglia corto e comunica che l’appartamento non le sarà più dato in affitto.
Cosi la famiglia Sakhri resta in mezzo alla strada, sotto il sole di un caldissimo pomeriggio e dopo un viaggio in macchina durato ore. Dice Fatiha: "Io ancora non posso credere che mi sia successa una cosa del genere. Abbiamo la cittadinanza italiana, siamo in Italia dal 2004, perfettamente integrati. Tutto questo è assurdo, triste, incredibile davvero. Una cosa del genere in Emilia Romagna poi, e chi se lo aspettava". La ragazza ha deciso di fare denuncia alla polizia perché "quel che è successo è davvero grave".
Poi chiude la vicenda raccontando anche il rovescio della medaglia: "Voglio dare un abbraccio affettuoso invece a un altra persona di Imola che immediatamente ci ha dato un’altra casa in affitto. È stato gentilissimo e generoso, un fratello". Ancora: "Io domani devo rientrare a Caserta perché ho il turno di lavoro, ma so che la mia famiglia è in buone mani".
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