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Salvini a Genova: "Le tensioni nella Lega? Parlo di cose reali, non di ufo"

Salvini a Genova: "Le tensioni nella Lega? Parlo di cose reali, non di ufo"

Passa anche da una versione tutta ligure del Papeete, la rincorsa di Matteo Salvini alla contesa regionale (e il consenso nazionale). E' il Sys di corso Italia, a Genova, locale di riferimento estivo della dirigenza leghista anche quando non c'è di mezzo il leader di partito, a ospitare la tappa serale della due giorni liguri del segretario leghista. Una trasferta organizzata in vista della tornata elettorale di settembre, tra Albenga, Ventimiglia e Recco, ma non solo. "Non voglio parlare degli ufo, solo di cose reali", risponde l'ex ministro dell'Interno a chi gli chiede delle tensioni interne alla Lega, ma a correre in giro per l'Italia è tornato anche e soprattutto per recuperare i punti di gradimento persi per strada durante l'emergenza Covid, e a causa delle turbolenze di casa. Ed è lui stesso ad ammettere quanto è contato (e quanto conterà) vincere in Liguria con l'alleato Giovanni Toti.
A un anno più o meno esatto dall'inizio della crisi del governo gialloverde, la narrazione salviniana nel contesto nazionale è del resto quella di chi può solo fare opposizione. Lo fa sul tema Covid (arriva senza mascherina, passerà senza mascherina gran parte della serata), ma anche sul tema ricostruzione del nuovo ponte di Genova ("ieri in prima fila a inaugurarlo c'erano quelli che in Consiglio dei ministri hanno fatto ostruzionismo per tutto il tempo"). Parlando della corsa elettorale regionale, invece, il suo è un tentativo di far fruttare il tesoretto dei cinque anni di Giovanni Toti in Regione Liguria.
"Cinque anni fa sembrava impossibile sia vincere in Regione, sia vincere in Comune a Genova - è il messaggio lanciato al fianco del fedelissimo di casa, Edoardo Rixi, ai 150 militanti della serata, la maggior parte, non tutti, mascherina muniti - A settembre manca un mese e mezzo, non lasciamo questa regione ai compagni alla Sansa, che vogliono farci tornare indietro. Qui vinciamo, non c'e' problema. L'amministrazione di questi cinque anni e il modello Genova sono un esempio per tutto il mondo. Verrà riconfermato Toti e la Lega sarà il primo partito, ma c'è bisogno di fare campagna elettorale fino all'ultimo giorno".
Accolto da tutti i rappresentanti locali del partito (a partire dal trio di assessori in Comune a Genova, Bordilli, Garassino e Viale), l'ultima battuta è dedicata a Giacomo Chiappori, il leghista della primissima ora che proprio oggi ha annunciato la corsa in solitaria ("e in polemica alla nuova Lega") da candidato governatore contro lo stesso centrodestra di Toti. "Auguri a tutti gli altri e alla sinistra".
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