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Inchiesta camici, per la procura in Regione si sapeva del conflitto di interessi con l'azienda del cognato di Fontana

Documenti che proverebbero che il supposto conflitto di interessi tra l'azienda che 'donavà i camici e i vertici di Palazzo Lombardia era noto, in Regione: è su queste basi che si sta muovendo la procura di Milano nell'inchiesta per turbata libertà nel procedimento di libera scelta del contraente che riguarda la fornitura di camici per medici e infermieri nel pieno dell'emergenza coronavirus fatta alla Regione - tramite la centrale di acquisto Aria - dall'azienda Dama, di proprietà del cognato e della moglie del governatore Attilio Fontana.
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Cronaca


L'ipotesi di frode per i 25mila camici mai arrivati alla Regione Lombardia dalla societa del cognato di Fontana[/url]


di LUCA DE VITO e SANDRO DE RICCARDIS
Si tratta di documenti che non lascerebbero dubbi sul fatto che quell'ordine diretto di materiale a Dama Spa, sia stato tramutato in corso d'opera in donazione e rappresenterebbero una conferma che, negli ambienti regionali, erano in tanti a sapere che l'azienda è della famiglia del presidente lombardo e che quindi quella commessa era inopportuna.
Secondo l'indagine, la documentazione che il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Gdf ha acquisito in questi giorni e che man mano sta trasmettendo ai pm Luigi Furno, Paolo Filippini e Carlo Scalas, e all'aggiunto Maurizio Romanelli, da un primo esame consentirebbe di aggiungere tasselli in più alla ricostruzione degli inquirenti e degli investigatori.
Nel fascicolo sarebbero entrate ulteriori prove, sempre a riscontro dell'ipotesi accusatoria, che il cognato di Fontana, Andrea Dini, avrebbe tentato di vendere i 25 mila euro non consegnati a Regione come donazione, dopo aver cambiato in corsa la fornitura da acquisto a donazione. Sono prove - da quanto si apprende - quelle che hanno in mano i magistrati per sostenere che fin dall'inizio Andrea Dini, cognato del governatore Attilio Fontana, non volesse donare ma vendere i capi protettivi, e che si fosse mosso quantomeno per tentare di rientrare di una parte delle spese, quando era stato poi 'costrettò a donarne 50 mila al Pubblico.
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Cronaca


Lombardia, inchiesta camici: il presidente Fontana avrebbe avuto un ruolo attivo[/url]


di SANDRO DE RICCARDIS E LUCA DE VITO
Inoltre agli atti ci sono la registrazione integrale del servizio giornalistico di Report da cui è nato il caso giudiziario. Nell'inchiesta Filippo Bongiovanni, il dg di Aria che ieri ha lasciato l'incarico, e Dini sono indagati per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.
Dai primi giorni di settimana prossima, lunedì è martedì, riprenderanno le audizioni di tecnici e di altri testimoni. Uno dei punti che si vuole chiarire, in quanto ci sono elementi che lo farebbero ipotizzare, è se Fontana abbia avuto o meno un ruolo attivo nella vicenda. Il Presidente ha sempre dichiarato di non aver mai saputo nulla dell'ordine di camici.
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