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Addio a Paolo Aquaro, la passione per il giornalismo fino all'ultimo giorno. Nel 2019 la morte del figlio Angelo

Quando il primo marzo scorso, nel foyer del teatro Petruzzelli di Bari, con la moglie Franca aveva ritirato il premio "Campione" attribuito dall'Ordine dei giornalisti della Puglia alla carriera in memoria di suo figlio Angelo Aquaro, indimenticato vicedirettore di Repubblica scomparso l'11 aprile del 2019, Paolo Aquaro a stento riuscì a trattenere la commozione.
Lacrime interiori che lo hanno accompagnato ogni giorno da quel giorno della primavera del 2019 che gli aveva portato via "il mio Angelo" - diceva. Non volle fare nessun intervento, quel giorno. Lasciò che parlassero le parole che Angelo Aquaro aveva pronunciato da corrispondente dagli Stati Uniti, ai ragazzi di Repubblica Scuola.
RepIdee 2019 - Dedicato ad Angelo Aquaro
Addio a Paolo Aquaro, la passione per il giornalismo fino all'ultimo giorno. Nel 2019 la morte del figlio Angelo

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Concesse alle telecamere un breve ricordo: "La lezione di Angelo? Mai atteggiamenti superficiali. Sempre la curiosità e la meraviglia, lo stupore e il rispetto del lettore. Ricordarsi che il giorno dopo, quel pezzo sarà letto da persone, ognunna con i suoi problemi quotidiani, grandi e piccoli".
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Londra


C'era un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones[/url]


dal nostro inviato ANGELO AQUARO
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Robinson


Il nostro caro Angelo[/url]


di DARIO OLIVERO
Alle 8 del 9 luglio 2020, anche il suo cuore ha smesso di battere. Paolo Aquaro avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 29 luglio. Nulla poteva far presagire l'addio di un giornalista indomito come lui, nonostante al "Quotidiano" di Taranto lo ricordano per un suo record: è stato il primo a guadagnarsi la pensione tra i giornalisti della testata salentina nata alla fine degli anni Settanta. Ci era arrivato nel 1982 dal Corriere del giorno, il quotidiano di Taranto che non è più in edicola dal 2014. Amava lo sport ma si occupava prevalentemente di cronaca bianca. Gli piaceva la riflessione, la penna intinta nell'ironia un po' british che si porta dentro chi ha il privilegio di essere nato a Martina Franca e di vivere nella Valle d'Itria. Prediligeva la riflessione anche polemica ma mai lo scontro frontale. Un tratto che impresse al consiglio di disciplina territoriale dell'Ordine dei giornalisti della Puglia, al suo insediamento divenendone primo presidente attento a non apparire, alla platea dei giornalisti pugliesi, come un censore ma come arbitro che vigilia sulla deontologia per offire un'informazione di qualità.
Impegno che ha mantenuto anche dopo la fine di quel mandato, vestendo i panni di garante del lettore di un periodico locale online a Martina Franca di cui andava particolarmente orgoglioso. Soprattutto negli ultimi giorni, soddisfatto per essere riuscito a portare quelle notizie dal web su carta. E il primo numero firmando un editoriale dei suoi sulle imminenti elezioni regionali: "Corro il rischio di essre accusato di partigianeria, ma questo passa il convento di Puglia che è meglio non stuzzicare: quello (lo ha già fatto in passato) se si arrabbia, si rivolge al tarantino San Cataldo e tira fuori un Giancarlo Cito".
I funerali si svolgeranno domani, venerdì 10 luglio, alle 10,30 nella chiesa di San Martino, a Martina Franca.
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