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Lo stadio della Roma, otto anni di progetti annunci e inchieste: tutte le tappe

Una maratona lunga otto anni tra progetti, inchieste e annunci. L'operazione Stadio della Roma sembra destinata finalmente ad andare a dama. Ma per comprendere la portata dell'impresa bisogna guardare indietro e ripercorrerla dalla genesi fino al via libera dei tecnici del Comune il 7 luglio.
Stadio della Roma, ecco il progetto senza grattacieli
Si parte in piena era Alemanno. Sono i primi mesi del 2012 e la Roma di James Pallotta incarica la Cushman & Wakefield di trovare terreni adatti per ospitare un impianto sportivo in grado di prendere il posto dello stadio Olimpico. La scelta cade su Tor di Valle e il sindaco incontra il presidente giallorosso a cena.
A fine anno il primo annuncio: ufficializzata l'area tra l'Eur e il Grande raccordo anulare, il partner del club è il costruttore Luca Parnasi. "La nuova casa dei romanisti avrà 55 mila posti e sarà Francesco Totti a inaugurarlo", fanno sapere da Trigoria. Già, perché nelle idee della Roma lo stadio sarebbe dovuto essere pronto in tempo per l'inizio della stagione 2016/17. Mai previsione si rivelerà più errata.
Ma procediamo con ordine. Nel 2013 il progettista Dan Meis inizia a lavorare sul Colosseo bis, mentre è Daniel Libeskind a ideare le due torri del business park che dovrebbe sorgere attorno all'impianto. Intanto a palazzo Senatorio arriva il sindaco Ignazio Marino.
A marzo 2014 è il primo cittadino del Pd a svelare il plastico dello stadio in Campidoglio davanti a tutta la squadra e glorie come Bruno Conti e Falcao. A dicembre arriva la delibera di pubblico interesse, mentre il M5S d'opposizione presenta esposti in procura e alla Corte dei Conti sul calcolo delle cubature. I grillini lo dicono senza mezzi termini: "A Tor di Valle il Comune sta facendo un regalo ai privati".
Al netto delle posizioni dei partiti - che in futuro avranno il loro peso - l'iter va avanti. Nel 2015, la Roma presenta il master plan dello stadio: 8.000 pagine accompagnate dall'auspicio di poter iniziare a costruire al più presto. Ma le prescrizioni del Comune sono tante: 101 per l'esattezza. Mentre i tecnici sono al lavoro per definire gli aggiustamenti al progetto, è la parte politica a venire meno. Il 30 ottobre 2015 finisce l'era Marino, sfiduciato da 26 consiglieri dem dimissionari. Il prefetto Francesco Paolo Tronca blocca l'operazione: non può essere un commissario a completare un progetto su cui deve essere la politica a decidere.
Arriviamo al 2016 e all'elezione di Virginia Raggi. In Campidoglio tornano a farsi sentire i "no" pentastellati, tanto alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 che sullo stadio. L'assessore all'Urbanistica è Paolo Berdini e nel programma del Movimento appare la contrarietà a edificare in zone a rischio alluvionale, aree come Tor di Valle.
Le conseguenze sono immediate: il progetto viene trasmesso dal Comune in Regione, per la conferenza dei servizi, con un parere che ne evidenzia tutte le criticità. Parte un braccio di ferro tra Comune e Roma. Il club minaccia di fare causa i 5S e, per non far precipitare la situazione, si arriva alla trattativa. La prima cittadina pretende il taglio delle cubature. E lo otterrà: via le tre torri di Libeskind, sostituite da sette palazzine più basse. Nel nuovo progetto, però, spariscono contestualmente anche diverse opere pubbliche. Su tutte c'è il ponte di Traiano, fondamentale per evitare intasamenti nei giorni delle partite.
Il 31 gennaio 2017 la conferenza dei servizi si chiude con il parere non favorevole del Comune e della Città Metropolitana, entrambe a guida 5S, e la richiesta di integrazioni ai privati. Si entra in una fase di gran confusione: Berdini si dimette, il Mibact vincola le tribune dell'ex ippodromo di Tor di Valle disegnate da Julio Garcia Lafuente e in Campidoglio il Movimento 5 Stelle invia Luca Lanzalone.
All'avvocato di Crema viene chiesto di seguire l'affaire stadio (e non solo). Missione compiuta: a fine febbraio arriva la stretta di mano sul nuovo progetto. Il 6 giugno, mentre la conferenza dei servizi si chiude negativamente, la giunta approva una delibera con cui rinnova il pubblico interesse su Tor di Valle.
Tutto finito? Neanche per sogno. Parte una lunga fase di contrattazione sulle opere pubbliche da inserire nella convenzione tra il Comune e la Roma. Il Campidoglio chiederà un parere al Politecnico di Torino sul futuro assetto della mobilità nella zona dello stadio. Il responso non sarà rassicurante: i relatori lo definiscono potenzialmente "catastrofico".
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Cronaca


Stadio Roma, a giudizio il costruttore Parnasi. Rischio processo per Centemero (Lega) e Bonifazi (ex Pd ora Italia Viva)[/url]


di MARIA ELENA VINCENZI
Con il taglio delle cubature, come detto, è arrivato anche quello delle opere pubbliche. Che, però, i 5S vogliono lo stesso. Sale la tensione tra le parti, in ballo ci sono il ponte di Traiano sparito da ogni planimetria e quello dei Congressi su cui arrivano promesse (mai messe nero su bianco) di finanziamento da parte del governo Renzi. Lo stadio è circondato dal Tevere e senza attraversamenti si rischia di mandare in tilt la circolazione.
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Cronaca


Stadio della Roma: chiuso filone d'inchiesta, indagati anche i costruttori Toti e Statuto [/url]


I grillini e la Roma provano a riconciliarsi e si rimettono al lavoro. Dall'inizio del 2018 fino a maggio si tratta per la convenzione urbanistica e la variante. Ma il 13 giugno 2018 arriva l'ennesimo stop. La procura fa scattare l'inchiesta Rinascimento: 9 arresti e 27 indagati. Luca Lanzalone, nel frattempo nominato presidente di Acea, e il costruttore Luca Parnasi finiscono in manette. Anche se, come dichiarato dal procurato aggiunto Paolo Ielo, l'iter amministrativo non è stato toccato dall'indagine, Virginia Raggi chiede agli uffici una due diligence sugli atti di Tor di Valle. Traduzione: una revisione di tutta la documentazione per controllare la presenza di eventuali falle nel masterplan.

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Locali


Stadio Roma, Parnasi lo "sviluppatore" tra mazzette e affari di carta[/url]


di DANIELE AUTIERI
Il 5 febbraio 2019 arriva il via libera. La sindaca grillina annuncia che "lo stadio si farà" nella conferenza stampa in cui viene presentato il dossier del Politecnico di Torino. A fronte delle previsioni "catastrofiche" degli specialisti, c'è la possibilità di andare comunque avanti. Riecco la trattativa, il braccio di ferro sulle opere pubbliche, mesi e mesi di silenzio spezzati soltanto dall'arresto di Marcello De Vito, portato in carcere per corruzione nell'ambito di un filone d'inchiesta nato da quello sullo stadio e ancora oggi in attesa di processo. Lo scossone è più politico che tecnico: i lavori vanno avanti in sordina, mentre è Radovan Vitek ad affacciarsi come possibile acquirente dei terreni della Eurnova di Luca Parnasi. L'immobiliarista ceco vuole rilevare l'area per costruire lo stadio.
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Cronaca


Stadio della Roma, gelo di Vitek sui terreni di Tor di Valle[/url]


di LORENZO D'ALBERGO
Si arriva all'estate del 2020. Martedì sera i risultati della revisione sono stati presentati alla maggioranza grillina dai dirigenti del Campidoglio. C'è il nullaosta sul progetto del nuovo stadio della Roma. Ora la sindaca Virginia Raggi deve convincere i consiglieri grillini a votare compatti, ma tanto dal Campidoglio che dai proponenti filtra ottimismo. Che sia, dopo otto anni ad alta tensione, la volta buona?
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