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"Siamo le sue mamme, ma per colpa del Comune di Genova nostra figlia ne avra una sola"

"Siamo le sue mamme, ma per colpa del Comune di Genova nostra figlia ne avra una sola"
La bimba e le sue due mamme protagoniste di questa vicenda
La bimba che aveva due mamme, a un certo punto, ha lasciato una via Garibaldi colorata di bandiere e si è presa un gelato con i nonni, mentre a poche decine di metri da lei quasi 200 persone manifestavano e urlavano per i suoi diritti. Ma di questa vicenda lei non sa nulla: ha appena due anni e mezzo, passati sempre con due donne che chiama entrambe "mamma". "Una "mamma Sciusciu", l'altra "mamma Eli"", raccontano le due madri mentre parcheggiano l'automobile davanti al mercato del Carmine. Il seggiolino è nel sedile posteriore, quando la bimba scende sul marciapiede dà la mano a entrambe. "Siamo una famiglia", raccontano. "Ma questo al Comune di Genova non va bene".

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Locali


Unioni civili, il Comune di Bari registra il figlio di due donne: il Viminale si oppone[/url]


di GABRIELLA DE MATTEIS
Ieri pomeriggio "mamma Sciusciu" e "mamma Eli" - non usiamo i nomi veri per tutelare l'identità della bimba - erano alla manifestazione organizzata dal Coordinamento Liguria Rainbow per protestare contro il Comune di Genova e il sindaco Marco Bucci. Due settimane fa la Corte di Appello di Genova ha accolto il ricorso del Comune contro la sentenza che nel 2018 le ha riconosciute come madri della bimba. Subito dopo il consigliere comunale delegato agli affari legali, Federico Bertorello, della Lega, si è detto "molto soddisfatto".

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Locali


Benvenuta Teresa, un'altra milanese figlia di due mamme[/url]


di ALESSIA GALLIONE
"Mentre lui gioiva, nella nostra casa c'era tanta tristezza. Le sue parole hanno aumentato il nostro dolore", raccontano le due donne. "Bertorello si è vantato di aver tolto il cognome di una di noi alla nostra bambina ma non si rende conto che questa vicenda non ha solo un aspetto romantico, ma porta delle conseguenze negative nelle nostre vite. Il genitore non riconosciuto ora avrà bisogno della delega di quello riconosciuto anche solo per andare a prendere la bimba all'asilo. E speriamo che non ci succeda nulla di grave: viene la pelle d'oca solo a pensarci".

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Approfondimento


I genitori gay: “Sui diritti troppi passi indietro, cosi lo Stato discrimina i nostri figli”[/url]


di MARIA NOVELLA DE LUCA
La storia di questa coppia è una delle 15 vicende giudiziarie nate a Genova in seguito alla legge Cirinnà del 2016, che ha previsto l'unione tra persone dello stesso sesso senza disciplinare cosa debba accadere ai loro figli. Città come Torino, Milano, Firenze e Palermo hanno da subito riconosciuto l'omogenitorialità, l'anagrafe di Genova ha invece negato questa possibilità. Le 15 famiglie hanno fatto ricorso in tribunale e ottenuto la registrazione di entrambi i genitori e l'aggiunta del secondo cognome ai figli. Nel caso di "mamma Sciusciu" e "mamma Eli" la Corte di Appello ha però riconosciuto come madre solamente quella biologica.

"Dobbiamo ancora decidere se ricorrere in Cassazione o cercare la strada della stepchild adoption", continuano le due donne. "Vuol dire non solo spendere altri soldi: nel caso dell'adozione dovremo far entrare gli assistenti sociali nelle nostre vite e coinvolgere la bambina. E anche nel caso andasse a buon fine la bambina non avrà i nonni e le altre parentele di un ramo della sua famiglia".

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Intervista


“La Consulta dica a mio figlio che anch'io sono sua madre”[/url]


di MARIA NOVELLA DE LUCA
In attesa delle prossime sentenze che potrebbero andare nella stessa direzione, gli attivisti del Coordinamento Liguria Rainbow ieri hanno rimarcato davanti a Palazzo Tursi che "sono i figli delle famiglie arcobaleno i bersagli di queste politiche scellerate e anacronistiche". Al presidio erano presenti molte delle 15 famiglie coinvolte, 9 delle quali difese dall'avvocata Ilaria Gibelli del gruppo legale di Famiglie arcobaleno e di Rete Lenford insieme all'avvocata Elena Fiorini, ex assessore alla Legalità con la Giunta Doria. L'attivista Stefano Musso intanto ha ricordato più volte al megafono: "I diritti non si chiedono, si pretendono".

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Commento


Quei diritti da difendere[/url]


di NADIA URBINATI
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