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Truffe nei servizi a pagamento per i cellulari, perquisita la sede di Wind-Tre: dieci indagati

Sono migliaia i clienti delle tre più importanti compagnie telefoniche italiane, Windtre, Vodafone e Tim a cui sono stati accreditati importi non dovuti per attivazioni indebite dei cosiddetti Servizi a valore aggiunto (Vas) sul proprio dispositivo mobile.
È quel che risulta dall'indagine milanese che nei giorni scorsi ha visto i militari della Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e della Squadra reati informatici della Procura eseguire perquisizioni ed ispezioni informatiche, tra cui nella sede legale della stessa Windtre.
I magistrati hanno segnalato anche Tim e Vodafone come compagnie che usufruivano di servizi e modalità simili a quelle scoperte nell'indagine, per vendere servizi non richiesti agli utenti.
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Cronaca


Dipendenti Tim vendevano a call center i dati dei clienti, perquisizioni e arresti[/url]


Il fenomeno illecito, come emerge dai riscontri acquisiti dal consulente informatico della Procura di Milano, non si è interrotto neppure durante la recente emergenza sanitaria nazionale.
Secondo l'indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica Francesco Greco, dall'aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Francesco Cajani, bastava visitare una pagina web, talvolta con l'inganno di fraudolenti banner pubblicitari e, senza far nulla (con una tecnica chiamata "Zero Click"), ci si ritrovava istantaneamente ad essere abbonati a un servizio che prevede il pagamento di una somma di denaro sul conto telefonico ogni settimana o mese in cambio dell'accesso a contenuti come notizie, oroscopi, suonerie, meteo, gossip, video o altro.
"È il sintomo di una situazione che deve essere sottoposta al controllo - ha dichiarato il procuratore della Repubblica Greco - altrimenti il cittadino diventa oggetto delle peggiori scorrerie".
Si tratta di un business illecito da milioni di euro con opportunità di guadagno anche mediante le attivazioni dei servizi sulle connessioni mobili usate tra macchine per lo scambio di dati (le cosiddette machine to machine, M2M) senza alcun consenso da parte di utenti.
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Diritti e Consumi


Tariffe 28 giorni, se gli operatori si prendono fino al 2022 per dare i rimborsi[/url]


di ALESSANDRO LONGO
Le ipotesi di reato sono frode informatica ai danni dei consumatori, l'intrusione abusiva a sistema telematico e la tentata estorsione contrattuale commessa da tre persone - alcuni con ruoli dirigenziale - di Windtre in concorso con aggregatori/hub tecnologici, content service provider (CSP). Attualmente sono undici le persone indagate mentre 12 sono i milioni di euro già sottoposti a sequestro preventivo.
L'Agcom è stata compiutamente informata.
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