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Marsala, fa l'esame di maturita a 40 anni dalla morte del padre sul Dc-9 di Ustica

Mi ha preso per mano e come una bambina ai suoi primi passi mi ha accompagnato e sostenuto durante tutto il colloquio. E sempre stato così. Ogni volta che ho affrontato una nuova sfida ho sempre sentito la sua mano sulla spalla, a incoraggiarmi. Questa volta, poi, la sua presenza è stata speciale. Ero seduta davanti a una commissione, pronta a giudicarmi. Proprio nel giorno in cui si ricordano papà e le altre ottanta vittime della strage di Ustica. A parlare è Katia Parrinello, 54 anni a ottobre, figlia di Carlo, una delle tre vittime marsalesi del disastro aereo del Dc-9 Itavia. Nel giorno del quarantesimo anniversario della tragedia, Katia ha sostenuto la prova di maturità per conseguire il diploma di perito agrario, un titolo di studio rimandato nel tempo, dopo la perdita del padre.
Allepoca Katia aveva solo 14 anni. Dopo la scomparsa di Carlo, imprenditore agricolo, insieme alle sorelle Fausta e Giusi e alla madre Angela era stata costretta a cambiare vita, lasciando gli studi per il lavoro. Ieri un traguardo importante, frutto di un percorso durato tre anni, a prezzo di tanti sacrifici. Non è stato semplice coniugare il lavoro, la famiglia e lo studio - racconta - Ogni sera andavo a scuola fino alle 22,30 e, rientrando a casa dopo una lunga giornata, mi dedicavo ai miei figli, cresciuti da soli: Stefano, il più piccolo, che studia allistituto alberghiero di Marsala, e Francesco, che ha scelto di seguire la strada del nonno Carlo, lavorando in unazienda vitivinicola a Pantelleria.
Il risultato raggiunto ieri da Katia Parrinello assume un significato ancora più importante, perché è arrivato in una data che ogni anno rinnova il dolore, tra rabbia e sete di giustizia. Quando hanno sorteggiato la lettera del mio cognome, quasi non ci credevo - racconta - Ho apprezzato la grande sensibilità della commissione in una giornata per me sempre molto difficile. Le emozioni sono state tante, ma la prova che ho sostenuto è stata anche unoccasione per ricordare una tragedia che ha segnato la mia famiglia e quella delle altre 80 vittime. Partendo dagli articoli 11 e 12 della nostra Costituzione ho avuto lopportunità di parlare dei concetti di pace e giustizia, determinanti per un Paese democratico.
Ieri pomeriggio, a Capo Boeo, durante la cerimonia di commemorazione della strage di Ustica, alla quale hanno preso parte anche la mamma Angela e la sorella Fausta, Katia Parrinello si è doppiamente emozionata nel vedere tra i presenti una delle professoresse che in mattinata laveva interrogata.
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