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Covid a Reggio Emilia: diverse salme da riesumare e 5 indagati, anche il parroco

Covid a Reggio Emilia: diverse salme da riesumare e 5 indagati, anche il parroco

REGGIO EMILIA. Cinque persone iscritte nel registro degli indagati e diverse salme da riesumare e sottoporre ad autopsia. La Procura di Reggio Emilia vuole fare chiarezza su quanto accaduto nella Casa della Carità "San Giuseppe" di Montecchio, una delle strutture per anziani più colpite dall'epidemia della provincia reggiana. Il sostituto procuratore Piera Giannusa, che coordina gli accertamenti dei carabinieri del Nas di Parma punta non solo a verificare le cause dei decessi, ma anche e soprattutto stabilire o escludere l'esistenza di un nesso causale fra le morti ed eventuali ritardi o errori nell'applicazione dei protocolli di prevenzione e contenimento del Covid-19.

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La strage silenziosa delle Rsa[/url]


di GIANLUCA DI FEO (COORDINAMENTO E TESTO), GIUSEPPE BALDESSARRO (BOLOGNA), MICHELE BOCCI (FIRENZE), FLORIANA BULFON (ROMA), ZITA DAZZI (MILANO), ROSARIO DI RAIMONDO (BOLOGNA), ALESSIA GALLIONE (MILANO). CON UN SERVIZIO FOTOGRAFICO DI ALESSIO ROMENZI/CORTONA ON THE MOVE. COORDINAMENTO MULTIMEDIALE LAURA PERTICI, GRAFICHE E VIDEO A CURA DI GEDI VISUAL
Il caso è stato raccontato questa mattina dai giornali locali. Stando a quanto scritto dalla Gazzetta di Reggio, ad esempio, l'inchiesta mira a valutare quanto accaduto nell'ospizio tra il primo febbraio e l'11 aprile. Cinque per ora gli indagati: si tratta del presidente (il 60enne don Angelo Orlandini) e del direttore della casa della Carità (Fabrizio Bolondi), del responsabile della sicurezza Andrea Muzzili, della coordinatrice Beatrice Golinelli e del medico Paolo Formentini. La doppia imputazione è per omicidio colposo e delitto colposo contro la salute pubblica. Sui numeri delle autopsie, invece, non c'è chiarezza: le testate locali parlano di 18 salme da riesumare, ma al Comune di Montecchio ieri sono arrivate soltanto sei richieste di esumazione. "Ma può essere che altre richieste siano in arrivo oggi - spiega il primo cittadino Fausto Torelli - o che le salme siano state sepolte in altri comuni". Fatto sta che le riesumazioni dovrebbero iniziare domani, e che l'incarico di eseguire l'autopsia è stato conferito al medico legale Alessandra Bergonzini, che potrebbe però avvalersi dell'aiuto di altri periti.
La Procura ha disposto un accertamento tecnico irripetibile ma l'avvocato Nino Ruffini, che difende due degli indagati (Bolondi e Golinelli), ha già avanzato la richiesta di svolgere un incidente probatorio: "La delicatezza dell'esame impone un accertamento in pieno contraddittorio. Deve essere un giudice a decidere gli sviluppi del procedimento". In ogni caso "abbiamo piena fiducia nell'operato della Procura e siamo certi che il procedimento dimostrerà come il comportamento della Casa non abbia inciso, né provocato, né agevolato i gravi lutti che si sono verificati in conseguenza dell'emergenza da Coronavirus".
La San Giuseppe è già finita più volte sulle pagine dei giornali negli ultimi mesi, divenendo addirittura caso politico con uno scambio di accuse incrociato tra il consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte e il sindaco Torelli. Ad alimentare le polemiche l'alto numero di decessi, tra il più alto nella provincia reggiana (dove in totale sono stati conteggiati almeno 220 anziani deceduti positivi al Covid)
ma anche l'elevato contagio tra i dipendenti: a metà marzo praticamente la metà dei lavoratori (20 su 45) risultava a casa in malattia.
L'ipotesi principale è che il virus sia entrato nella struttura, facente parte della Fedisa (Federazione diocesana servizi agli anziani), in seguito al ritorno di un ospite precedentemente ricoverato all'ospedale Franchini per tutt'altra patologia. "Un caso clinico atipico - ricorda ancora il primo cittadino - che evidentemente ha passato le maglie del controllo sanitario". Quel che è certo è che dai primi giorni di marzo il virus è entrato nella struttura, che in totale conta un centinaio di posti letto, iniziando a mietere le prime vittime. "Non appena abbiamo notato l'aumento dei contagi ci siamo messi in contatto con la casa della carità - conclude il sindaco - coinvolgendo anche l'azienda Usl e fornendo i presidi necessari".
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