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La strage di Piazza della Loggia 46 anni dopo, Mattarella: "Brescia coraggiosa oggi come allora"

Sono passati 46 anni dalla strage di Piazza della Loggia a Brescia. "Riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso - scrive oggi il Capo dello Stato, Sergio Mattarella nel suo messaggio in ricordo delle vittime - . Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un'avversità. Insieme è possibile. Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia". Il Capo dello Stato si è soffermato sul contesto di questo 46esimo anniversario: "La ricorrenza della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, viene celebrata quest'anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l'emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace" e con una unità "decisiva" e "esempio per l'intero Paese".
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Il 28 maggio del 1974, alle 10 e 12 minuti, la terribile deflagrazione in Piazza della Loggia. Una bomba con 700 grammi di esplosivo da cava, nascosta in un cestino dei rifiuti, esplode durante la manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista per rispondere ai numerosi attentati di destra avvenuti in città nei primi mesi di quell'anno. In Piazza della Loggia morirono otto persone, un centinaio i feriti. Da quel 28 maggio del 1974 iniziò la ricerca della verità durata quarant'anni.
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Oggi a Brescia, oltre alle otto vittime della strage neofascista vengono ricordati anche due bresciani in particolare morti a causa del coronavirus in questi mesi: Anna Rizzi che rimase ferita nell'attentato e Alberto Bottardi che 46 anni fa perse la sorella. Ricordo particolare poi per la figura di Cesare Trebeschi, ex sindaco di Brescia, scomparso recentemente e cugino di Alberto Trebeschi, una delle vittime della Strage di Piazza della Loggia.
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Nella strage "morirono persone unite dalla voglia di libertà e di democrazia, accomunate dall'identità antifascista e dalla condanna senza se e senza ma della violenza stragista. Il nostro compito è consegnare intatti questi ricordi ai nostri figli", ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta in video collegamento alla commemorazione organizzata dal Comune di Brescia e dalla Casa della Memoria. "Non è un gesto rituale – ha aggiunto - ma identitario ricordare quello che accadde a Brescia quella mattina di 46 anni fa. Significa ricordare la garanzia di un futuro migliore, i valori della democrazia, le lotte operaie per le conquiste che hanno caratterizzato la nostra storia e che desideriamo tramandare ai giovani, insieme al bisogno di ricercare sempre la verità e la giustizia".
Messaggi di solidarietà ai familiari delle vittime sono stati inviati dai presidenti di Camera e Senato. L'eccidio, scrive il presidente della Camera, Roberto Fico, nel messaggio inviato al sindaco di Brescia, è stato "uno dei più gravi atti di quella strategia della tensione che aveva come obiettivo quello di sovvertire le libertà e le istituzioni democratiche, nel tentativo delirante di arrestare l'importante percorso di sviluppo civile e democratico intrapreso dal Paese”. Di "opposizione netta a qualsiasi uso del terrore quale strumento di lotta politica", parla la presidente del Senato Elisabetta Casellati nel messaggio inviato al sindaco di Brescia. "Non vi è giustificazione ideologica - sottolinea Casellati - che possa legittimare la barbarie e la follia di una esplosione che ha privato donne e uomini del bene più prezioso colpendo al cuore una collettività che esercitava la propria libertà di manifestazione del pensiero".
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