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Maxime, il gigante buono sulle ambulanze: "I 70 giorni piu impegnativi della mia vita. Ho pianto la notte"

Per 70 giorni Maxime Mbandà ha soccorso pazienti come milite della Seirs Croce Gialla di Parma durante la fase più critica dell'emergenza sanitaria da coronavirus.
Turni di 12-14 ore al giorno che nel flanker delle Zebre e della nazionale italia di rugby hanno scavato un solco.
"Sono stati i 70 giorni più impegnativi della mia vita. Ho trasportato più di 100 pazienti, fatto turni massacranti dove pranzavo alla sera, perché non potevo togliermi quella tuta per non rischiare di contagiarmi finché non venivo sanificato. Mi sono fatto una promessa prima di entrare per la prima volta su unambulanza e ho cercato di rispettarla" racconta tirando le fila dell'impegno da volontario a Parma.
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"Durante il periodo più intenso - ricorda - ho pianto la sera, sfogandomi per quello che vedevo durante il giorno e a cui non ero abituato, non riuscivo a prendere sonno la notte nonostante fossi distrutto e mi sono ritrovato anche a svegliarmi alle 3 del mattino tutto bagnato per poi scoprire che mi ero fatto la pipì addosso. Pensavo di avere problemi, stavo vivendo una seconda infanzia in pratica, ma semplicemente non stavo rispettando il mio corpo. Volevo essere in servizio il più possibile e mi sentivo addirittura in colpa quando non ero in Croce Gialla ad aiutare gli altri volontari. Detto questo, rifarei tutto dallinizio".
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Cronaca


Coronavirus, a Parma il rugbista azzurro Mbanda volontario sulle ambulanze[/url]


"Ho ammesso più volte in questo periodo di essermi pentito di non aver iniziato prima e consiglierò dora in poi a chiunque di provare a svolgere dei servizi di volontariato e di cercare di percepire le emozioni che lascia, che sono imparagonabili con qualsiasi altra esperienza. È giusto pensare ai soldi ed alla sopravvivenza nella vita, ma a volte fare qualcosa senza pensare a una retribuzione ma facendola partire dal cuore ha un sapore che per me è paragonabile a quello di un tiramisù, il mio dolce preferito. E spero che - conlude - chiunque mai si possa trovare a bussare alla porta di unassociazione, trovi dallaltro lato delle persone splendide che lo accolgano come una persona di famiglia come è stato per me qui in Seirs Croce Gialla Parma".
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