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Torino, chiesto il rinvio a giudizio per l'ex portavoce di Appendino: e accusato di estorsione nei confronti della sindaca

Chiara Appendino è stata vittima d’estorsione insieme a Laura Castelli, viceministro all’economia, secondo la procura di Torino. Entrambe sarebbero state tenute sotto scacco dall’ex portavoce di Appendino, Luca Pasquaretta, il quale dopo aver concordato le dimissioni dal proprio ruolo per lo scandalo di una consulenza fantasma ottenuta al Salone del Libro, con la minaccia di ritorsioni, ha chiesto altri incarichi prima nello staff dell’europarlamentare Tiziana Beghin e poi con la stessa Castelli, da cui ha ricevuto compensi per oltre 7000 euro.
È quel che si evince dalla richiesta di rinvio a giudizio, depositata oggi dal pm Gianfranco Colace, di Luca Pasquaretta, il giornalista lucano che per due anni è stato al fianco della sindaca di Torino come suo portavoce personale. Un fedelissimo, tanto da conquistarsi il soprannome di “pitbull”, che ora deve rispondere dell’accusa di estorsione per le minacce che in quei mesi del 2018 la procura ha raccolto attraverso le intercettazioni. “Se parlo io qui faccio crollare tutto” diceva in più occasioni a un assessore della giunta, Alberto Sacco, con il quale trattava per ottenere nuovi incarichi, lui a sua volta riportava alla sindaca. E l’elenco dei reati contestati dal pm torinese è solo all’inizio: ci sono la corruzione, il peculato, la turbativa d’asta e il traffico di influenze. Con lui finiscono nella richiesta di rinvio a giudizio anche Mario Montalcini all’epoca vice presidente della Fondazione per il libro, Giuseppe Ferrari, vice segretario generale del Comune di Torino, e altri cinque indagati.
Gli episodi incriminati tra Torino e la Basilicata sono in tutto nove, e partono dalla primavera 2017 quando venne affidata proprio la consulenza di Pasquaretta, da 5 mila euro, consulenza che la procura ritiene un escamotage per arrotondare lo stipendio del giornalista. In questa ipotesi di peculato anche Chiara Appendino era stata accusata in concorso con Pasquaretta, Montalcini, Ferrari e una funzionaria del Comune, Elisabetta Bove. Ma per lei e Bove la procura ha chiesto l’archiviazione: Appendino in interrogatorio ha consegnato una chat scambiata con Pasquaretta a maggio 2018 da cui emerge che non era stata messa al corrente del proposito di affidargli l’incarico al Salone.
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