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Addio alla staffetta Rina Ferre: morta la partigiana che raccontava la Resistenza nelle scuole

Addio alla staffetta Rina Ferre: morta la partigiana che raccontava la Resistenza nelle scuole

Aveva 90 anni e da ragazza era stata una staffetta partigiana, aiutando il padre, che faceva parte della Brigata Garibaldi. Rina Ferrè, nata nel '30 a Canegrate, è mancata nella giornata di domenica, quinta partigiana milanese a lasciarci in questa epidemia che non conosce barriere. L'annuncio lo danno le sezioni dell'Anpi di Parabiago e di Canegrate, di cui Rina era militante dal Dopoguerra, e il presidente provinciale dell'Anpi Milano Roberto Cenati. A differenza degli altri partigiani per i quali non è stato possibile organizzare nessun saluto per le disposizioni in materia di prevenzione del contagio, per Rina i suoi compagni le faranno omaggio domani alle 14 al cimitero di Canegrate.
Speciale Partigiani, vite di resistenza e libertà
La storia di Rina è quella di molti giovani antifascisti, che scelsero di rischiare la vita per combattere il nazifascismo. Era nata in una famiglia molto povera. Il padre, dapprima operaio tessile, fu assunto poi come metalmeccanico alla Franco Tosi di Legnano. Era la prima di cinque figli e la sua infanzia fu segnata dalle ristrettezze economiche dovute alla guerra. "L'avvento del regime fascista fece nascere in Rina un forte senso di ribellione contro le ingiustizie perpetrate a danno della povera gente. Sin da piccola Rina fece propri gli ideali di giustizia sociale, di solidarietà, di amore per la libertà. Si rafforzò in lei un forte sentimento antifascista", scrive Cenati in un lungo post su Facebook.
"Quando venne il momento di scegliere - racconta Rina in una delle sue ultime testimonianze - non ebbi alcun dubbio: aiutai mio padre partigiano combattente, facendo parte della Brigata Garibaldi, con alcuni partigiani di Busto Garolfo agli ordini di Celio Danesi. Come staffetta ritiravo manifestini e stampa non autorizzata, da distribuire con i clandestini canegratesi, insieme a mio fratello Carluccio più piccolo di me. Curavamo le munizioni, le armi raccolte, le oliavamo. Dopo averle pulite le nascondevamo nella cappa del camino di casa nostra, per poi consegnarle ai partigiani. A novembre del 1943 conobbi il terrore e la paura. Mio padre fu arrestato dalla milizia di Parabiago e tradotto a Legnano nelle carceri di San Martino. Fummo contattati anche noi dal podestà di Canegrate. Fui portata a Legnano con mia madre e mia zia, al Circolo di Sciuri, l'ufficio politico investigativo, covo dei fascisti. Subii un durissimo interrogatorio senza mai tradirmi. Interrogarono me che, essendo ragazzina, ero, secondo i fascisti, più affidabile degli altri. Non potrò mai dimenticare quel regime di terrore".
Rina è stata decorata con la Medaglia riconosciuta ai partigiani dal Ministero della Difesa nel 2016 in occasione del 70° anniversario della Liberazione. Era stata punto di riferimento per i comuni di Canegrate, Parabiago, Busto Garolfo e aveva tenuto moltissimi incontri con i ragazzi delle scuole per raccontare la Resistenza.
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