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Fase 2, a Lallio troppa gente nei parchi e la sindaca li richiude: "Non bastano tutti i morti che abbiamo avuto?"

Troppa gente non rispetta le regole, e i parchi chiudono di nuovo. Succede a Lallio, 4 mila abitanti alle porte di Bergamo. Una settimana dopo la fine del lockdown, e la riapertura delle aree verdi pubbliche del paese, la sindaca Sara Peruzzini (lista civica "Lallio e poi") è tornata sui suoi passi e ha ordinato un nuovo stop: "In questi giorni abbiamo verificato il comportamento dei cittadini rispetto alla parziale riapertura dei parchi. Ci sembrava utile poter concedere uno spazio verde dove poter permettere, soprattutto ai bambini, di correre e andare in bicicletta, lontani dalla strada e in tutta tranquillità. Abbiamo ricevuto, invece, - spiega -, tantissime segnalazioni di infrazioni e mancato rispetto delle regole. Persone che hanno utilizzato per far salotto i tavoli nastrati sotto i gazebo del parco dei cani, genitori con i bambini intenti a giocare tra di loro, che fumano e chiacchierano sulle panchine, ragazzi (tantissimi) senza mascherine che si incontrano in gruppo, si intrattengono e trascorrono il tempo insieme".
Fase 2, a Lallio troppa gente nei parchi e la sindaca li richiude: "Non bastano tutti i morti che abbiamo avuto?"

Da qui il nuovo provvedimento di chiusura. Che è scattato oggi. L'arrabbiatura della sindaca di Lallio, nei giorni scorsi, di fronte alle immagini di assembramenti nei parchi, aveva ricordato quella del primo cittadino di Milano, Beppe Sala, per il caso Navigli. Ma a differenza di Sala, che si era limitato a minacciare la chiusura, la Peruzzini è passata ai fatti. La comunicazione parla chiaro: "Il sindaco può disporre la chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare il rispetto dei requisiti di sicurezza...". La sindaca ha fornito poi ulteriori spiegazioni: "Il tentativo nazionale di allentare un po' le restrizioni non è stato fatto per ritrovare la nostra socialità. È ancora troppo presto. Gli amici non si possono purtroppo ancora ritrovare insieme. I ragazzi non possono pensare che il problema non riguardi loro e fregarsene di indossare le mascherine. Dobbiamo, nostro malgrado, essere fermi e decisi. C'è in gioco la salvaguardia di tutti noi. Stiamo trasgredendo alle regole e stiamo mettendo a rischio i risultati e i sacrifici fatti fin qui". I sacrifici sono prima di tutto gli oltre 5 mila morti che il coronavirus ha provocato nella provincia di Bergamo. E anche su questo la sindaca di Lallio è intervenuta. "Se le persone non hanno compreso la gravità della situazione e ci chiediamo oltre i 5 mila morti cosa possa servire per farlo, noi siamo pronti ad attuare tutte le misure necessarie senza alcun indugio. Speravamo - aggiunge - in un comportamento più responsabile e in scelte più consapevoli. Ci dispiace. Per la superficialità di pochi pagano tutti. Anche, e soprattutto, in tempi di coronavirus".
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