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Il sindaco arrivato a Roma in bici incontra Conte: "Volevo restituirgli i 600 euro, ne abbiamo donati 1200 alla Croce Rossa"

Gilu, come tutti chiamano Gianluca Bacchetta, il sindaco-ristoratore di Divignano, piccolo comune del Novarese, ce l'ha fatta: dopo aver percorso 645 chilometri a piedi e in bici, è arrivato a Roma e ha incontrato il premier Giuseppe Conte per riconsegnargli il bonus da 600 euro dati alle partite Iva "guardandolo dritto negli occhi, per dirgli che non si può contrastare il disagio di tanti piccoli imprenditori con una tantum, sono tante le persone che ancora non lavorano e non lo faranno per mesi".
Il presidente del Consiglio si è allontanato dalla riunione-fiume con i capi delegazione delle forze di maggioranza,e si è intrattenuto oltre un'ora col sindaco. Bacchetta, in maglietta polo e infradito, ma con la fascia tricolore, ha ribadito la sua volontà di rinunciare al bonus di 600 euro - "un'elemosina", aveva detto sprezzante nei giorni scorsi - e di devolvere la somma alla Croce Rossa. Così il premier, dopo aver dialogato con lui e chiamato al telefono il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, e il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, per dare informazioni al sindaco, ha deciso di donare la stessa somma, 600 euro, alla Cri.
Il sindaco arrivato a Roma in bici incontra Conte: "Volevo restituirgli i 600 euro, ne abbiamo donati 1200 alla Croce Rossa"

Bacchetta arrivato a Roma
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Bacchetta era partito il primo maggio, una data simbolica vista la sua duplice veste da sindaco e da ristoratore, essendo titolare della birreria Edelstube di Pombia, sempre nel Novarese, per "portare la voce dei piccoli comuni ma anche dei piccoli imprenditori che tutti dimenticano ".
E lo ha fatto munito di autodichiarazione in cui attestava che lo spostamento era dovuto a "comprovate necessità lavorative", perché doveva consegnare una birra media - trasportata nello zaino, avvolto dalla bandiera italiana - a un suo cliente di Roma " perché anche 3,50 euro in un momento così difficile per il settore sono importanti".
Lo ha ribadito a chi ha incontro lungo la strada, indossando la fascia tricolore sul petto e le infradito ai piedi, ed è stato ospitato dai cittadini che hanno aperto le porte delle loro case per offrirgli un posto in cui dormire. "Ho ricevuto tanta solidarietà ed è la cosa che più mi ha colpito. Questo dimostra che c'è un Paese unito nella gestione di un periodo così critico. Il governo deve ascoltare le nostre istanze".
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