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Legali torinesi recuperano prove in India sul naufragio con mille vittime nel Mar Rosso

Legali torinesi recuperano prove in India sul naufragio con mille vittime nel Mar Rosso
Il traghetto Al Salam Boccaccio 98
I superstiti e le famiglie delle oltre mille vittime del terribile naufragio nel Mar Rosso della nave Al Salam Boccaccio 98, avvenuto il 3 febbraio 2006, potranno chiedere un risarcimento dei danni subiti ai giudici di Genova dove hanno sede la Rina SpA e l'Ente registro italiano navale, che classificarono e certificarono la nave battente bandiera panamense. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue con una sentenza che promette di rivoluzionare l'intero sistema dei controlli e delle certificazioni a livello internazionale, commentano gli avvocati torinesi dello studio Ambrosio e Commodo cha otto anni seguono questa causa in giro per il mondo e finalmente potranno approdare al tribunale genovese sede riconosciuta competente per decidere su questa parte di responsabilità del naufragio. Mentre quella degli armatori e del capitano è già stata stabilita in un processo in Egitto.

Una vicenda giudiziaria che arriva direttamente dal 2013, anno in cui alcuni superstiti e familiari delle vittime si sono rivolti alla giustizia italiana ritenendo che le operazioni di certificazione e di classificazione della nave effettuate dagli organismi con sede a Genova fossero all'origine del naufragio. Rina spa e l'Ente registro italiano navale, dal canto loro, affermavano di aver agito in qualità di delegati della Repubblica di Panama, e chiedevano che fosse fatta valere l'immunità giurisdizionale. La Corte di Giustizia cui si è rivolto il tribunale di Genova, ha concluso che le operazioni realizzate dalle società Rina non possono essere considerate compiute nell'esercizio di prerogative dei pubblici poteri, e quindi l'immunità giurisdizionale può essere esclusa. Una sentenza innovativa e importantissima, hanno detto gli avvocati Stefano Bertone e Marco Bona, che una portata "assai più ampia". La Corte di Giustizia Europea "ha espresso la propria posizione esclusivamente sulla questione di carattere processuale dell'individuazione della giurisdizione competente ha commentato invece, Rina (Registro Italiano Navale). Resta del tutto estranea al giudizio della Corte del Lussemburgo e, quindi, alla pronuncia di oggi - è scritto nella la nota - , ogni valutazione nel merito della vicenda. Rina in proposito ribadisce e conferma la correttezza del proprio operato".

Più di mille persone persero la vita quando lAl Salam Boccaccio 98 subì un incendio a bordo, si capovolse e affondò, il 3 febbraio 2006 nel Mar Rosso mentre era in rotta verso lEgitto dallArabia Saudita. Fu uno dei più gravi incidenti marittimi dei tempi moderni basti pensare che nel celebre naufragio del Titanic furono 1400 le vittime. E le società di certificazione italiana chiedevano limmunità in virtù del fatto che avevano agito per conto della Repubblica di Panama. Funziona purtroppo così questo settore, in tutto il mondo - ha detto lavvocato Marco Bona - ma con questa sentenza il sistema potrebbe cambiare radicalmente e le grandi società certificartici potrebbero essere costrette a un atteggiamento più rigoroso e responsabile sapendo che non possono usufruire dellimmunità.
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