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Loreto Mare, il gesto d’affetto tra Francesca ed Enza, infermiera positiva al coronavirus

Si tendono le mani, l’una verso l’altra, scambiandosi un sorriso con gli occhi: è l’unico modo possibile per dimostrarsi affetto. L’intensità di un attimo che resterà scolpito nella memoria dell’infermiera Francesca Marrazzo e della paziente Enza, positiva al coronavirus, nel ventre del Loreto Mare di Napoli, trasformato – in queste settimane di pandemia – in Covid Hospital. Una storia nella storia: Enza è a sua volta infermiera in una struttura dell’area flegrea, dove si è sviluppato un focolaio.
Si sono riconosciute, le due donne, posando involontariamente per uno scatto carico di umanità, realizzato dal fotoreporter Riccardo Sepe Visconti. “E’ stato un gesto semplice con il quale la paziente sembrava dire: ‘Grazie di esserti presa cura di me’. – racconta - Sono rimaste così a guardarsi sorridenti in silenzio per alcuni minuti: ed io ho colto al volo la scena, consapevole che in quello scatto fosse racchiusa tutta una storia. Enza proprio oggi è stata dimessa e, che io sappia, riprenderà immediatamente a lavorare”.
La fotografia è una delle istantanee del reportage con il quale Sepe Visconti sta raccontando la pandemia negli ospedali del Napoletano: “Ho scelto di documentare la lotta tra la scienza e la morte – visitando tutti i presidi Covid della mia regione - perché nella mia quotidianità mi interesso quasi esclusivamente di promuovere tutto ciò che è bello e costruttivo. E trovo che l'impegno profuso da tutto il personale sanitario sia qualcosa di straordinariamente bello: bisogna assistervi da vicino per viverne l'emozione. Ho poi voluto fortissimamente visitare il Loreto Mare perché in quell'Ospedale sono letteralmente cresciuto: Ornella Sepe, una mia zia che mi ha fatto da madre, era primario del reparto di Neurologia, ed io la seguivo molto spesso perché mi piaceva vederla lavorare. È così che percorrendo il vecchio reparto di mia zia - che da poche settimane è stato trasformato in area del Covid Hospital - accompagnato dall'infermiera Francesca Marrazzo, siamo entrati nella stanza di Enza. Quando si sono riconosciute, nonostante i dispositivi integrali, ho capito che tra le due stesse scattando qualcosa di intenso”.
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