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Fase 2 in Lombardia, le chiese riaprono per i funerali: "Ma aspettiamo la consolazione di una celebrazione con tutti i parenti"

Dopo due mesi le chiese riaprono per la celebrazione dei funerali. Una possibilità che nessuno ha avuto, durante la Fase 1 del coronavirus, quella del lockdown che ha voluto dire, per tantissime persone, non poter dare un ultimo saluto in chiesa ai loro cari. Ma adesso che le nuove regole stabilite dal governo permettono di farlo, la Diocesi di Milano ha dato delle disposizioni di massima ai parroci. Monsignor Franco Agnesi, vicario generale del vescovo, ha scritto una lettera ai suoi confratelli: "Tenendo conto che molti non hanno potuto celebrare le esequie di persone defunte nei mesi scorsi, lasciamo alla vostra saggezza e discernimento pastorali di concordare con i vostri parrocchiani se rimandare alle celebrazioni di suffragio che si faranno in futuro, oppure se celebrare le esequie, pur in assenza della salma o alla presenza delle sole ceneri" per chi è morto nei mesi scorsi e non ha potuto avere un funerale. "Non dobbiamo alimentare in noi l'ansia e tantomeno evitare i passi graduali. Ogni parrocchia e ogni parroco si senta incoraggiato e sostenuto a procedere con le possibilità che ha, e se qualche disposizione non può essere ancora adempiuta per mancanza di personale o di strumenti, sospenda e rinvii le celebrazioni quando sarà possibile", ricorda però monsignor Agnesi.
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Don Davide Milani, il prevosto di Lecco, non ha mai smesso di celebrare funerali anche in questi due mesi, "ma solo al cimitero e con la Liturgia della Parola". In due mesi don Davide ha celebrato 81 funerali così, "ne ho celebrati anche sette in un giorno, in tutta Lecco sono morte più di 250 persone". Ora che si può tornare a celebrare anche in chiesa, in realtà, le richieste restano per le messe al cimitero, spiega il prevosto, "perchè i cimiteri sono lontani dal centro, e i funerali si possono svolgere all'aperto". Ma quello che i suoi fedeli gli chiedono, e che anche don Davide desidera, è altro: "Poter celebrare, appena sarà possibile, messe con tutti i parenti, non solo con quindici persone, per i morti che sono stati sepolti senza quel momento di preghiera e ricordo collettivo: poter fare una celebrazione dignitosa sarà una forma di consolazione di cui tutti abbiamo bisogno".
Le regole sono quelle che valgono in tutta Italia, stabilite dal Dpcm del 26 aprile: da lunedì scorso "sono consentite le cerimonie funebri con l'esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all'aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro". Sono le famiglie a scegliere il luogo (chiesa o cimitero) e il rito (messa o preghiera funebre), ma da Milano confermano che in città la scelta cade sulle chiese, mentre nei paesi più piccoli direttamente nei cimiteri. La rilevazione della temperatura non è obbligatoria, ma i parroci devono chiedere esplicitamente ai presenti di non partecipare se hanno sintomi influenzali, una temperatura superiore a 37,5 gradi o sono stati in contatto con positivi al Covid nei giorni precedenti. Tutti con la mascherina, ovviamente, rispettando le distanze nei banchi e senza poter seguire la celebrazione della liturgia e i canti su libri e fogli per evitare di toccare con più mani la stessa carta. E chi deve leggere le Sacre Letture dovrà avere i guanti e stare a distanza dal microfono.
Fase 2 in Lombardia, le chiese riaprono per i funerali: "Ma aspettiamo la consolazione di una celebrazione con tutti i parenti"

Anche il Comune di Milano da ieri ha riaperto le sale del commiato nei cimiteri (ma non a Lambrate, dove c'è il forno crematorio che lavora ancora a pieno regime e c'è bisogno di tenere liberi gli spazi per le bare). Qui, chi non sceglie il rito religioso, può salutare un'ultima volta i suoi cari. Da Palazzo Marino anche le disposizioni per l'accompagnamento dei feretri nei cimiteri riaperti, ovvero quelli di Lambrate, Baggio, Bruzzano, Chiaravalle, Muggiano, Maggiore, Greco e Monumentale: limitato, però, a un massimo di quattro persone (oltre al personale dell'impresa di onoranze funebri) tra familiari e amici.
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