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Fase 2: alla stazione di Napoli medici in tute bianche per temperatura ed eventuali kit rapidi

Tutto pronto alla Stazione centrale di piazza Garibaldi a Napoli per i controlli su passeggeri in arrivo e in partenza. Particolare attenzione sul primo Frecciarossa, il 9515, partito da Milano alle 7,10 e previsto in Stazione alle 13,06.
Medici della Asl e uomini della Protezione civile con tute protettive bianche, guanti, mascherine e visiera misureranno la temperatura e in caso di necessità sottoporranno i viaggiatori a un kit rapido. Chi viene dal Nord, comunque, dovrà aver avvisato comune di residenza, Asl e medico di base e si dovrà sottoporre a quarantena obbligatoria. Sul posto gli uomini della Polizia ferroviaria verificheranno le motivazioni del rientro come previsto dal decreto governativo. Previsto un servizio ad hoc per controlli precisi ma rapidi e favorire lo sbarco e l'imbarco sui treni. Nel corso della giornata sono tre in totale i treni in partenza da Milano e in arrivo a Napoli. Oltre a quello delle 13,06 sono in programma alle 16,35 e poco dopo mezzanotte.
Sono 192 i passeggeri imbarcati sul primo treno, il Frecciarossa delle 7:10, che è partito da Milano per Napoli con 4 minuti di ritardo. La fase di controllo dei passeggeri si è svolta in modo ordinato con le persone distanziate e tutte dotate di mascherina.
La maggior parte dei passeggeri era diretta in Campania e in Puglia. Questi ultimi cambieranno treno a Roma per raggiungere la loro regione.
L'ultima a salire a bordo del Frecciarossa delle 7:10 Milano-Napoli che la riporta a casa è stata una signora napoletana che è arrivata sul filo dell'orario di partenza. Gli agenti della Polfer e il personale di Trenitalia sono stati comprensivi, le hanno solo rivolto un piccolo rimbrotto: "Signora, poteva arrivare un po' prima". "Avete ragione - ha ribattuto - ho un figlio di otto anni che non vedo da due mesi, mi manca da morire".
C'è poi uno studente di design che abita a Firenze: "Non vedo i miei genitori da 60 giorni, non so se tornerò, anche se Milano mi ha dato tanto". Tra i passeggeri in coda per salire a bordo del treno, in una stazione 'blindata' in cui abbondano transenne e nastri per suggerire la distanza di sicurezza, che costringono a un tortuoso percorso di sicurezza, c'era anche Piercamillo Davigo, ex pm di Mani Pulite e ora diretto a Roma al Csm di cui è componente. Nessuna lamentela tra chi era in coda, contrariamente al passato. "In questi mesi abbiamo capito: c'è in gioco la nostra vita e quella delle persone a cui vogliamo bene", commenta una studentessa diretta in Puglia.
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