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A 18 anni uccide a coltellate il padre violento per difendere la madre

A 18 anni uccide a coltellate il padre violento per difendere la madre
L'androne del palazzo teatro dell'omicidio
Alex ha scelto di difendere sua madre. Ha accoltellato il padre Giuseppe, 52 anni, perché pensava volesse aggredirla, ieri sera, nel loro appartamento di Collegno. L'ha colpito con 24 coltellate. I carabinieri della stazione di Collegno e del nucleo radiomobile hanno sequestrato 4 coltelli da cucina, alcuni con le lame spezzate per la violenza dei colpi.
Erano mesi che Alex e suo fratello Loris cercavano di proteggere la madre. "Avevamo smesso di uscire con gli amici il sabato sera per stare con lei. Non volevamo lasciarla da sola in casa con lui", ha raccontato Alex, un racconto molto simile a quello del fratello che ieri notte ha assistito all'omicidio. Anche lui ha cercato di allontanare il padre ma non ha preso parte al delitto.
Alex ha 18 anni, frequenta l'ultimo anno dell'istituto alberghiero Arturo Prever di Pinerolo dove studia per diventare un receptionist, e stava preparando l'esame di maturità. Suo fratello lavora e ha compiuto 22 anni da poco. Descrivono il padre come un uomo "violento, spesso ubriaco, gelosissimo". Lo era anche ieri sera. Quando è rincasato ha iniziato a bere e i famigliari hanno cercato di sottrargli il vino. L'uomo ha iniziato a minacciare tutti di morte e poi si è avvicinato alla madre in modo pericoloso, il figlio ha pensato che volesse aggredirla.
E' stato Alex a chiamare i carabinieri: "Ho accoltellato mio papà" ha detto e poi ha aspettato l'arrivo dei militati che hanno trovato il corpo dell'uomo nel soggiorno dell'appartamento al sesto piano.
Giuseppe lavorava come operaio alla Dana di Rivoli, azienda specializzata nella componentistica per auto, la moglie lavora come commessa in un supermercato. La famiglia si era trasferita a Collegno tre anni fa. "Un lavoratore che faceva sempre la sua parte - dicono i colleghi - Una persona a posto e quel che è successo è una tragedia".
"Vivevano qui da poco ma ogni tanto si sentivano le grida provenire dall'alloggio - dicono i vicini - Litigavano spesso ma non si capiva il perché, si sentivano solo gli insulti". Era più facile incrociare Alex sulle scale che suo padre: "Un ragazzo educatissimo come suo fratello".
Dall'archivio. "Via da casa gli uomini che picchiano le donne"
Non era mai stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine, non ci sono denunce a carico di Giuseppe per episodi di violenza passate. Giuseppe era geloso della moglie, "violento", assicurano i figli, ma nessuno in famiglia, per paura, lo aveva mai denunciato. Alex e Loris avevano però cercato di diventare le guardie del corpo della madre, un ruolo che Alex aveva iniziato a ricoprire molto prima di diventare maggiorenne e di cui quasi nessuno dei suoi amici sapeva. "Abbiamo giocato insieme a calcio quando eravamo più piccoli, l'ho sempre considerato un ragazzo molto educato, una bravissima persona", dice un amico. "Perché non ci ha mai detto nulla di quello che succedeva a casa?", si chiedono gli amici più stretti.
All'istituto Prever sono tutti scossi, i professori hanno riunito il consiglio di classe per confrontarsi su quello che è accaduto e su come affrontare la situazione "Tutti i suoi professori descrivono un ragazzo sensibile e mansueto - spiega il dirigente scolastico Rinaldo Merlone - Un ragazzo curioso, intelligente e con una buona media. Ah sempre dimostrato una gran voglia di vivere. Era una persona che nelle situazioni sapeva sempre mediare". Non si è mai confidato nemmeno con i professori: "Non ha mai rivelato nulla della sua famiglia - proseguono i professori - dentro doveva nascondere l'inferno che viveva".
I suoi professori lo hanno visto ieri pomeriggio, intorno alle 16: "Ha partecipato a una videoconferenza ma era tranquillo, non abbiamo colto nessun segno di disagio. Ora dobbiamo pensare a come sostenere la sua classe".
A 18 anni uccide a coltellate il padre violento per difendere la madre

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E' il secondo omicidio avvenuto in famiglia in dieci giorni. Martedì 21 aprile un padre Mario Trimboli era stato accoltellato e ucciso dal figlio Emanuele che soffre di problemi psichici."In questi giorni le richieste di supporto per conflitti famigliari sono aumentate - afferma Francesco Casciano, sindaco di Collegno - Viviamo in un momento complicato dove probabilmente si accentuano alcune tensioni".
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