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Coronavirus, imprenditore barese arrestato per corruzione: mazzetta per appalto di sanificazione a Torino

Con la sua impresa di pulizie di Bari sarebbe riuscito a inserirsi in un giro di mazzette pagate dal Comune piemontese di Nichelino nell'ambito dell'assegnazione dei servizi di pulizia e sanificazione degli enti pubblici nell'emergenza Covid 19. Mario Volpe, uno dei due soci della ditta Lucentezza di Modugno - assegnataria di appalti di enti pubblici in tutta Italia - è stato arrestato dalla guardia di finanza con l'accusa di corruzione, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Torino, che ha disposto perquisizioni anche a Bari, nell'abitazione dell'imprenditore ma anche negli studi di consulenti fiscali e aziendali.
Oltre a Volpe, nell'operazione Linda, sono stati arrestati anche un ex dipendente della stessa società, emissario per il pagamento di una presunta “mazzetta” e un dipendente di un’altra impresa di pulizia con sede in provincia di Torino, che aveva svolto il ruolo di mediatore.
L'operazione è partita dalle indagini nei confronti di un dipendente del Comune di Nichelino, Antonio Pastorelli, nella sua veste di presidente della commissione della gara regionale per l'affidamento dei "servizi di pulizia di immobili e servizi accessori a ridotto impatto ambientale" della Regione Piemonte, per presunte irregolarità che avevano come obiettivo agevolare l'impresa pugliese presso la quale in passato il figlio aveva già lavorato.
Tra i servizi oggetto della "trattativa" era compreso anche l'affidamento dell'attività di sanificazione e disinfezione di immobili del Comune di Nichelino. I militari il 20 marzo avevano arrestato in flagranza il dipendente comunale e una dipendente della ditta di pulizie, Michelina Marchese, e sequestrato 8.000 euro in due mazzette, da 5mila e 3mila euro, che secondo le accuse erano la ricompensa per l'aggiudicazione dei contratti per i servizi di pulizia.
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