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Alfiere della Repubblica, ecco chi sono Yuliya, Pietro e Joel: i tre giovani premiati a Roma

La 17enne bielorussa scappata dalla povertà del suo Paese, accolta in Italia e divenuta volontaria della Croce Rossa, il 19enne pronipote di un gerarca nazista impegnato nel contrasto alle discriminazioni alimentate dalle sigle neofasciste nel suo liceo, il 14enne che ha accudito ed erudito la nonna malata, trasfarendole le nozioni imparate a scuola e consentendole di riuscire ad arginare il declino cognitivo.
Tre storie di impegno e amore per il prossimo che raccontano la ricchezza del tessuto sociale della città. Perché Yuliya Amosava, Cosmas Joel Wallbrecher e Pietro Bartoloni vivono a Roma. Mercoledì hanno ricevuto gli Attestati d'onore di "Alfiere della Repubblica" dal capo dello Stato Sergio Mattarella.
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Politica


Mattarella premia i 25 giovani Alfieri della bonta e della creativita[/url]


Si sono distinti "come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, le loro azioni coraggiose e solidali. Sono giovani - si legge in una nota del Quirinale - che rappresentano modelli positivi di cittadinanza e che sono esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese".
La volontaria della Cri. Amosava era arrivata la prima volta in Italia 10 anni fa, per curarsi. Il disagio economico della sua famiglia e l'emergenza ambientale legata al disastro nucleare di Chernobyl, l'hanno indotta ad aderire a un programma di permanenza del nostro Paese.
È stata affidata a una famiglia, ha frequentato le scuole di Roma a partire dalla IV elementare e si è subito integrata. Nell'estate del 2018 ha partecipato al campo scuola "Anch'io sono la protezione civile" e pochi mesi dopo ha chiesto, come regalo per il suo sedicesimo compleanno, di frequentare il corso per diventare volontaria della Cri.
Oggi Yuliya è un punto di riferimento per i volontari più giovani. Ormai a Roma si sente a casa, ma non ha mai smesso di coltivare il rapporto con la sua famiglia di origine. Ed è riuscita, non ancora maggiorenne, a metabolizzare i traumi della vita trasformandoli in un'occasione di crescita. Ne deriva una grande ricchezza umana, che Yuliya ogni giorno sceglie di donare agli altri.
Lo studente che combatte le discriminazioni. Wallbrecher è figlio di una famiglia di origini tedesche trapiantata a Roma da molti anni. La madre è nipote di un gerarca nazista. Quando Cosmas è cresciuto abbastanza, la madre ha deciso di raccontargli la verità sulla storia di suo nonno, con tutta la delicatezza possibile, per promuovere, insieme a suo marito, un percorso di memoria a beneficio dei più giovani. A questo scopo ogni anno la famiglia Wallbrecher organizza una cerimonia con l'aiuto dei tre figli.
Cosmas ha appreso la lezione in fretta. L'anno scorso, allora 18enne, ha avuto il coraggio di denunciare alla famiglia e all'Unione delle comunità ebraiche italiane le "gesta" di alcuni studenti nel suo liceo, militanti nelle organizzazioni di estrema destra sempre pronti a inneggiare al partito fascista e a promuovere il pregiudizio, le discriminazioni razziali. "Cosmas - dice la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni - ha dato un contributo a prevenire forme di odio che si esplicitano anche in riti nostalgici e a difendere così da propagande insidiose se stesso e altri coetanei".
Il nipote amorevole, "medico" e professore. Quella che ha testimoniato l'adolescente romano Pietro Bartoloni è una magnifica storia d'amore tra un nipote e sua nonna. Perché Pietro accudisce da anni nonna Marisa, affetta da una malattia che provoca un progressivo declino cognitivo. Le regala ogni suo attimo libero. Quando ancora frequentava le scuole elementari, Pietro le ha fatto scoprire l'Ipad e con questo strumento nonna e nipote hanno scritto insieme, letto favole e libri, ascoltato la musica. Poi, utilizzando le conoscenze acquisite durante gli anni della scuola media, Pietro ha arricchito la comunicazione con la nonna, organizzando delle vere e proprie lezioni in casa, alle quali seguivano dei compiti che l'anziana ha sempre svolto diligentemente.
Così Marisa, non solo ha sconfitto la solitudine percependo costantemente il profondo affetto del nipote, ma è riuscita a mantenere una vivacità intellettuale inaspettata anche per i medici stessi. È stato proprio il medico curante a riconoscere i risultati positivi, attribuendone il merito alla tenacia di Pietro e al metodo con il quale è riuscito a interpretare la solidarietà tra generazioni.
Tre storie che hanno per protagonisti altrettanti giovani espressione della Roma migliore, da oggi Alfieri della Repubblica.
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