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Coronavirus, a Bari allarme per i 35 contagi alla Siciliani: l'azienda distribuisce carni in tutta Italia

Prima i cinque casi ufficializzati la mattina del 17 aprile, subito saliti a sette in serata. E poi ieri 19 aprile l'annuncio dell'escalation: nell'azienda Siciliani Spa di Palo del Colle (Bari), leader nel settore della lavorazione di carni, sono stati accertati in totale 33 casi di Coronavirus (e altri tre sono in attesa di ulteriore valutazione), tutti dipendenti del reparto macellazione. 18 di questi sono residenti a Palo.
Per i dipendenti positivi e per i loro familiari è stata disposta la quarantena domiciliare, mentre il resto del personale dell'azienda sarà sottoposto a tampone (e non a test sierologici, come precedentemente annunciato) a partire da oggi. I primi controlli di massa sono scattati venerdì, dopo l'annuncio dei primi cinque casi, dei quali uno ricoverato al Policlinico e gli altri in quarantena: "Di questi sono stata avvisata venerdì mattina - chiarisce la commissaria prefettizia di Palo del Colle, Rossana Riflesso - così ho iniziato a muovermi. Ho insistito affinché fossero fatti immediatamente tutti gli accertamenti del caso".
La Asl, nella stessa giornata di venerdì, ha effettuato 100 tamponi sui dipendenti dell'intera linea della macellazione alla quale appartenevano i primi contagiati. Nel frattempo, l'area macellazione è stata chiusa e sanificata. Inoltre, tutti i lavoratori sono comunque provvisti di sistemi di protezione individuali - rafforzati dopo un incontro in nottata tra l'Asl e la proprietà - e sono sottoposti ogni giorno a triage, con il controllo della temperatura corporea.
Domenica 19 april l'amara scoperta all'arrivo dei risultati: dei 100 tamponi, ben 28 sono risultati positivi, mentre 72 negativi. E da oggi sono stati disposti 400 tamponi per i restanti dipendenti, al fine di verificare se il contagio sia limitato alla linea della macellazione o sia esteso ad altre zone dello stabilimento. E si studiano i diversi scenari: "Al momento non si conoscono e non posso dire cosa succederà - spiega Nunziante - la commissaria ha chiesto alla Asl una relazione. Se vien fuori che la situazione è esplosiva, si attueranno provvedimenti particolari".
A seconda dei risultati dei prossimi test, insomma, si valuterà se disporre la chiusura dell'intera struttura, per ora ancora aperta. Intanto tra i cittadini palesi aumenta la preoccupazione per un possibile focolaio nel paese. Anche se non si parla ancora dell'istituzione di una zona rossa a Palo: "Non è di mia competenza - conclude Nunziante - ma deve essere la task force regionale a valutare". Intanto, è stato convocato per il 21 aprile il Comitato operativo comunale.
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