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Caporalato a Forli, il racconto di una vittima: "Trattato come un prigioniero a 50 euro al mese"

FORLI' - "Sono in una situazione come un prigioniero. Mi dà quel tanto che basta per sopravvivere e io non posso fare altro che continuare a lavorare per lui, perché non posso trovare lavoro direttamente da italiani. Continuo a lavorare nella speranza che, il prima possibile, mi dia altri soldi da mandare in Pakistan". E' il racconto, messo a verbale e riportato nell'ordinanza del Gip di Forlì Maurizio Lubrano, di una delle vittime del gruppo accusato di intermediazione illegale di manodopera e sfruttamento del lavoro, che ha visto ieri la squadra mobile eseguire un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro pachistani.
L'operazione anti-caporalato - 45 richiedenti asilo impiegati nelle campagne romagnole in condizioni di schiavitù - ha ricostruito come gli indagati (due dei quali sono difesi dagli avvocati Filippo Furno e Chiara Fragomeni) reclutassero richiedenti asilo, per farli lavorare nelle campagne a 50 euro al mese per oltre 80 ore settimanali, alloggiati in casolari degradati.
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Cronaca


Caporalato, quattro arresti a Forli: richiedenti asilo pagati 50 euro al mese per lavorare nei campi[/url]


"Se io potessi - ha detto il lavoratore agli inquirenti - me ne andrei subito" ma, riferendosi ad uno dei 'caporali' "mi farebbe terra bruciata intorno, non lavorerei più. Non ho alternative. Se lui sapesse che io ho detto la verità sarei in pericolo e lo sarebbe anche la mia famiglia in Pakistan". Nelle 64 pagine di ordinanza, oltre alle minacce e alle intimidazioni subite dalle vittime, trovano spazio anche le intercettazioni tra gli indagati che organizzavano l'attività senza mai fare contratti.
"E' difficile lavorare in regola, altrimenti non guadagniamo", diceva uno degli arrestati. "Tutti i documenti li diamo a loro e a noi non rimane niente", rispondeva un altro: intendeva, annotano gli investigatori, che se avesse dato i documenti degli operai a un'azienda per un contratto, poi questi operai sarebbero stati assunti direttamente da un'azienda e a loro non sarebbe rimasto nulla.
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Politica


Coronavirus, l'appello dei braccianti a Conte: "Basta sfruttamento, vogliamo subito i nostri diritti"[/url]


"Un episodio gravissimo e inaccettabile, ancor più in un momento di emergenza come questo, che conferma la necessità di tenere alta la guardia, anche in Emilia-Romagna, contro il lavoro nero, lo sfruttamento di manodopera e in difesa delle persone più fragili" lo sdegno della vicepresidente della regione Elly Schlein e dell’assessore al Lavoro, Vincenzo Colla.
"Anche nella nostra regione, dove da sempre esiste una cultura di tutela del lavoro, persone prive di scrupoli non si fermano neppure in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo e continuano a praticare il caporalato e lo sfruttamento dei più deboli. Da tempo l’Emilia-Romagna è in campo per contrastare gli episodi di grave sfruttamento lavorativo, spesso messo in atto nei confronti dei migranti. Sono, questi, gli invisibili che rappresentano l’anello ultimo e più debole della catena. Per questo è necessario intercettarli e seguirli attraverso la rete dei servizi sociali con l’aiuto delle rappresentanze imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali".
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Politica


Bellanova: "Regolarizziamo i migranti che ricevono offerte di lavoro". Salvini insorge: "Chiede una sanatoria, incredibile"[/url]


di GIOVANNA CASADIO
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