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Coronavirus, il Maggiore di Parma piange la scomparsa dell'infermiera Edi

Edi Maiavacchi, infermiera, 61 anni, è la prima infermiera caduta sul campo della battaglia al Coronavirus all'ospedale Maggiore di Parma.
Lascia il marito Fedele Ladisa, coordinatore infermieristico del terzo piano del padiglione Barbieri, e purtroppo anche lui ora ammalato, e i figli Paolo, programmatore informatico, e Marco, maresciallo dei carabinieri in Sicilia.
"Lei è la prima infermiera a essere morta sul campo ma vorrei che un giorno si potesse organizzare una cerimonia per tutti i dipendenti della nostra Azienda ospedaliera, caduti sul lavoro. Mi piacerebbe che mia moglie fosse ricordata in qualche modo. Lo meritava" sono le parole del marito raccolte dalla Gazzetta di Parma.
Una infermiera stimata dai colleghi della Neuroradiologia che ha trascorso tutta la sua carriera lavorativa nel mondo della sanità pubblica a servizio del prossimo.
Al Maggiore la ricordano per la professionalità e i modi sempre gentili. Attualmente si occupava sia della segreteria, sia di fissare gli appuntamenti per i ricoverati. Era prossima alla pensione.
È stata vinta dal virus dopo il ricovero e il passaggio nel reparto di Rianimazione.
"Parma si stringe alla famiglia in un abbraccio intimo e intenso, sarà ricordata con rispetto e con onore. La città non potrà dimenticarsi di questa donna forte, la porterà con sé per sempre" scrive il sindaco Federico Pizzarotti.
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