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Firenze, addio a Andrea Mi, il creativo dell'underground

Poco più di un mese fa era in consolle all'auditorium Flog, in occasione del concerto dei Calibro 35. Era sorridente, felice, forse perché c'era la sua musica, il suo pubblico. Da tempo, Andrea Mi era malato, ma lottava come un leone, sia nel privato che nelle tante professioni che, nel tempo, aveva messo in campo. Però non ce l'ha fatta. Lunedì 13 aprile, è scomparso, all'età di 49 anni, compiuti pochi giorni fa. Lascia un figlio, il piccolo Milo. E il ricordo di una persona piena di curiosità, passione, voglia di fare, voglia di rendersi utile a quella Firenze che non è solo passato, ma che guarda al contemporaneo, al futuro, come tanti amici e collaboratori hanno scritto sulla sua pagina facebook. Cordoglio anche da parte dell'assessore alla cultura del Comune Tommaso Sacchi, che ha ricordato tra l'altro l'attività di "giornalista narratore di undeground-culture del nostro Paese".
Andrea Mi era il creativo per eccellenza, nella tante accezioni che il termine ha. Era arrivato a Firenze dal Salento per frequentare l'Università. Conseguita la laurea nel 2011, come tanti studenti fuori sede aveva deciso di rimanere qui. Eccellendo in molti settori, da autentico "intellettuale" multitasking, tra musica, architettura, design, nuovi media, comunicazione. E musica, la sua grande passione.
In ogni ambito aveva dimostrato coerenza, dedizione, un senso acutissimo della scoperta del nuovo. Era docente di architettura contemporanea, strategie comunicative e progettazione di eventi culturali allo Ied; alla Laba teneva corsi sui linguaggi multimediali. Poi, c'era l'attività che lo aveva reso una figura di riferimento della scena fiorentina al crocevia tra musica, teatro, avanguardie. Aveva curato un festival di culto come Videominuto, la rassegna di cortometraggi di appena sessanta secondi inventata da Controradio e dal Pecci di Prato e diventata presto un evento che fece parlare di sè ben oltre i confini toscani. Aveva collaborato a Fabbrica Europa, al festival di musica elettronica Nextech, a Station to Station; insieme all'amico Giuseppe Giacalone, anche lui musicista e dj, aveva creato "Vibranite", la serata reggae diventata uno dei punti di forza della programmazione della Flog.
Dei suoi progetti live, Mi curava nei dettagli tutto: dalla grafica (con V-xual, il suo studio di comunicazione visiva) alla promozione. "Mixology" era la trasmissione su Controradio - che ora piange uno dei suoi conduttori più trasversali e rappresentativi - diventata poi anche un format dal vivo: una full immersion nella scena elettronica internazionale "alla ricerca del ritmo perfetto", recitava lo slogan, una gimkana tra i tanti segnali sonori urbani con cui Andrea Mi era in grado di entrare in contatto prima che diventassero fenomeno, grazie al suo infallibile fiuto per tutto quanto eraa nuovo e freschissimo. Capacità che lo aveva portato a collaborare con riviste specializzate come Mucchio o Sentireascoltare, e a spettacoli di Krypton, per i quali curò le musiche di scena. Sempre su Controradio conduceva "Architects and the city", in collaborazione con l'Ordine degli architetti che, in un post su facebook, ieri ha ricordato la voglia di esserci, fino alla fine. La ragione? "Mi diverto", come si chiudeva la sua bio sui social.
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