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I sindacati contro Toti: "Agghiacciante la sua proposta per un far west degli appalti pubblici"

I sindacati contro Toti: "Agghiacciante la sua proposta per un far west degli appalti pubblici"
(ansa)
Eliminare codici e appalti per snellire la burocrazia non garantisce più posti di lavoro ma solo un mercato del lavoro selvaggio, un vero far west.

E’ questa la dura risposta dei sindacati, dell’associazionismo cattolico e di sinistra alla proposta choc di Toti – definita agghiacciante - di cancellare per due anni codice antimafia, codice appalti e vincoli paesaggistici per rilanciare, a suo dire, il paese.
Non è passato neppure un anno dalla manifestazione davanti a Montecitorio contro lo sblocca cantieri voluto del precedente Governo. In quella occasione la Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali e le principali associazioni ambientaliste e antimafia, tra cui Acli, Arci, Legambiente, Libera avevano coniato l’hashtag #nogiunglanegliappalti. Il provvedimento conteneva la pratica del massimo ribasso, riduceva la possibilità di controllo dei cantieri, dava alla stazione appaltante completa libertà di azione. In questi giorni il Presidente Giovanni Toti, probabilmente anche per depistare l’attenzione dalla gestione sanitaria con cui la sua Giunta governa l’emergenza, ritorna sul tema intervenendo a gamba tesa sulla regolamentazione del settore. In un settore come l’edilizia dove muoiono 3 lavoratori al giorno per mancanza di regole, la pensata del Governatore è agghiacciante”. La nota è a firma di Cgil, Acli, Arci, Legambiente, Libera che “vigileranno sul sistema degli appalti pubblici e non permetteranno agli alibi del Presidente, crisi economica ed emergenza sanitaria, di trasformare gli appalti pubblici in un Far West”.
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Cronaca


Toti vuole lo stop a codici appalti e antimafia, reazioni di Libera e delle opposizioni: "Vuole favorire i grandi gruppi finanziari"[/url]


di MARCO PREVE
“Toti sa perfettamente che non sono le regole che fermano il lavoro in Italia, bensì la burocrazia e i veti della politica”, scrive in una nota la segreteria della Cisl Liguria: “A giugno 2019, con l’uscita del Decreto Sblocca Cantieri – prosegue il sindacato - era chiaro l’intento del Governo di snellire procedure e accelerare i tempi di esecuzione dei lavori negli appalti. Come Cisl, pur condividendo l’obiettivo, avevamo espresso forte contrarietà sul metodo che ancora oggi riteniamo profondamente sbagliato perché non produrrà quanto viene dichiarato. Al contrario, abrogare il quadro normativo preesistente rende incerto ed indebolisce gli aspetti che riguardano la trasparenza, la legalità, il contrasto alla corruzione”

Anche la Uil attacca Toti: “Toti è apertamente per la deregolamentazione del settore. Secondo il presidente, infatti, per fare ripartire il Paese bisogna liberalizzare gli appalti pubblici, con il superamento delle gare di assegnazione e la nomina di commissario/sceriffo che possa decidere a chi assegnare o meno le opere. Certo, in questo momento in cui le energie sono concentrate nella lotta contro il virus, si sentiva proprio la mancanza di un 'liberi tutti' sul territorio ligure infettato, più che altro, dalle note infiltrazioni mafiose. Eppure la bella sparata di Toti penalizza proprio quelle imprese che pagano le tasse, applicano i contratti e tutte le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro ai propri dipendenti”.
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