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Videolezioni su Zoom, l'ombra degli hacker sui licei torinesi: "Rubate le nostre password"

L'ombra degli hacker mette in crisi la didattica a distanza delle scuole superiori di Torino che usano la piattaforma Zoom. Ieri mattina alcune classi, dal liceo Berti al Gioberti, passando per l'istituto Bosso Monti, hanno sospeso le lezioni perché nel fine settimana sarebbero stati "rubati" i profili e le password social dai cellulari di alcuni studenti.
L'allarme si è diffuso tramite un audio Whatsapp in cui un'allieva racconta che qualcuno sta utilizzando la sua pagina Instagram: "Questo messaggio è ancora da verificare, ma ha spaventato alcune classi che hanno subito deciso di disinstallare l'app Zoom - racconta il preside del Berti, Antonio De Nicola - La maggior parte per fortuna ha fatto lezione regolarmente. Zoom è un programma usato dal Cern e da altre importanti istituzioni internazionali, i problemi confermati riguardavano una manciata di account Facebook negli Usa Uniti e alcune videolezioni che erano state registrate, ma aspettiamo di capirne di più".
In realtà, proprio come documentato ieri da Repubblica, è proprio l'app Zoom a essere finita in questi giorni nella bufera per intrusioni di tutti i tipi in videolezioni e videoconferenze: la crescita vertiginosa dell'app con l'emergenza coronavirus è avvenuta, secondo molti esperti, a discapito della sicurezza e della tutela della privacy.
Alcuni dirigenti dei licei di Torino hanno contattato la società californiana per capire se quanto denunciato dai ragazzi fosse responsabilità di Zoom. "Qualche professore ha deciso di non fare lezione in attesa di capire cosa sia successo - spiegano gli studenti del Gioberti - Da noi alcuni si sono visti comparire accessi sugli account Instagram da altre città e da persone sconosciute dopo aver scaricato Zoom".
Al momento l'unica indicazione dell'azienda sembra essere quella di creare password aggiuntive per accedere alle " stanze virtuali" dove si svolgono lezioni e riunioni. Questo però, più che l'hackeraggio degli account, risolverà il problema delle intrusioni di personaggi esterni, con annesse offese e volgarità, durante le videolezioni e le sedute dei collegi docenti che si sono svolte in queste settimane.
"Il problema è scoppiato questa mattina e dobbiamo discuterne e segnalarlo - aggiunge Francesca Aloatti, animatrice digitale del Bosso Monti - Non si deve creare panico senza fondamento e al momento non ci sono correlazioni tra l'uso di Zoom e i furti di password. In ogni caso la protezione della comunicazione durante la videolezione è importante: metteremo delle credenziali generataeogni volta e comunicate ai ragazzi solo qualche minuto prima".
Una strategia simile è stata adottata anche al Gioberti, ma il problema del digital divide è diffuso. I docenti hanno fatto sforzi enormi per aggiornarsi. Le difficoltà però riguardano anche i ragazzi: "Sono nativi digitali, ma molti usano la stessa password ovunque e questo è un problema" dice Aloatti.
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