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Coronavirus, speculazione sulle mascherine vendute alle Asl: sequestrato un milione a 3 imprese

Avrebbero venduto dispositivi di protezione individuale alle aziende sanitarie della Puglia con ricarichi che arrivavano fino al 4.100%: tre aziende baresi, finite nel mirino della Procura nei giorni scorsi, hanno ricevuto un decreto di sequestro preventivo firmato dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, all’esito delle indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, guidato dal colonnello Pierluca Cassano.
Il sequestro riguarda la 3MC Spa (per un totale di 626.746 euro), la Penta Srl (244.190) e la Aesse Hospita srl (235.929). Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia a Gaetano Canosino, legale rappresentante della 3MC Spa e rappresentante di fatto della Penta srl; Vito Davide Patrizio Canosino, legale rappresentante della Penta; e Elio Rubino, legale rappresentante della Aesse Hospital srl.
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Cronaca


"Manovre speculative sulle mascherine" per lucrare dal Coronavirus: a Bari perquisita una societa[/url]


di CHIARA SPAGNOLO
Le imputazioni sono relative a varie ipotesi di manovre speculative sulle merci, per avere acquistato grossi quantitativi di dispositivi di protezione individuale, mettendoli in vendita con ricarichi crescenti. Stando alle indagini, la 3MC, in autunno, avrebbe importato dalla Cina centinaia di migliaia di mascherine FFP3, pagandole 0,36 centesimi. Successivamente le avrebbe rivendute alla Penta con ricarico medio del 1.800%.
La Penta, a sua volta le ha acquistate a 6,40 euro e le ha rivendute alla Aesse Hospital a prezzo oscillante tra 12,80 e 14,80 euro l’una. Inoltre la Aesse ha acquistato altri dpi da 3MC a 12,80 e li ha rivenduti alle Asl di Bari e Taranto a 18,28 euro, mentre quelli comprati dalla Penta sono stati piazzati a 20,28 alle Asl di Brindisi e Lecce. Le aziende sanitarie, dal canto loro, non si sono potute sottrarre a questo gioco al rialzo, dovendo necessariamente approvvigiornarsi di protezioni per consentire ai propri operatori di andare a lavorare ogni giorno nei reparti anti-covid.
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