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Parma, la Morris in crisi riparte producendo gel igienizzante

A Parma una storia azienda di profumi in difficoltà economica è ripartita sfruttando gli scenari di mercato aperti dalla emergenza sanitaria in corso.
La lunga e complicata vicenda di Morris e della sua messa in liquidazione volontaria, che vede coinvolti 107 lavoratori nello stabilimento di Parma, registra così, dopo quasi due mesi, un primo segnale positivo.
È stata infatti avviata, come comunicano le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil Parma unitamente alle Rsu aziendali, la produzione di gel igienizzante per le mani, prodotto particolarmente necessario al mercato a causa del Coronavirus.
Marianna, Roberta, Fabrizio e Angelica, lavoratori e Rsu di Morris, si mostrano molto soddisfatti per questa "efficace riconversione di parte delle linee di produzione, che permette di offrire un contributo concreto alla collettività in un momento di emergenza. Il gel disinfettante è oggi un prodotto di prima necessità e spesso carente presso farmacie e grande distribuzione".
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Cronaca


Lavoro, i sindacati: "Morris vuole cessare l'attivita produttiva a Parma"[/url]


"Una parte della produzione del gel igienizzante - aggiungono - verrà devoluta in beneficienza a strutture ospedaliere e affini che, come è risaputo, oggi più che mai necessitano di supporto per permettere di mettere in sicurezza operatori e lavoratori come noi".
Una trattativa, quella per ridare un futuro alla Morris, che non si è mai fermata anche in questi momenti di difficoltà, e che ad oggi vede la firma della cassa intergazione straordinaria oltre che la stipula dell'accordo sulle politiche attive dell'Emilia Romagna.
Lavoro, sciopero alla Morris di Parma contro la chiusura - Foto
"La situazione rimane ancora molto delicata - commentano i sindacati -. Stiamo lavorando con tutti i mezzi disponibili in un confronto continuo con l'attuale rappresentanza aziendale al fine di trovare una soluzione che possa garantire la continuità produttiva, perciò non abbassiamo la guardia e andiamo avanti nella ricerca di una soluzione che possa essere positiva per rilanciare il marchio Morris e i suoi lavoratori".
Assemblee in video conferenze con più di 100 lavoratori collegati e continui confronti e riunioni fino a tarda notte con Rsu e lavoratori proseguiranno nei prossimi giorni "per non lasciare soli queste donne e questi uomini che, anche in un momento personale delicato per la loro situazione occupazionale e difficile per la comunità tutta, hanno saputo trovare la forza di alzare la testa e mettere in campo, in una riconversione lampo, un progetto che funziona perfettamente".
"Questa svolta - concludono i sindacati - dimostra una volta di più ciò che le organizzazioni sindacali affermano fin dall'inizio di questa vertenza, ovvero che in Morris vi sono competenze, professionalità e volontà, un patrimonio che non può essere disperso".
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