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Coronavirus, per Genova il marzo piu nero degli ultimi vent'anni: 1246 morti

Coronavirus, per Genova il marzo piu nero degli ultimi vent'anni: 1246 morti

Sembra quasi di leggerci unatroce provocazione della natura in quel numero. Il 21 di marzo, il primo giorno di primavera, è stato, con 71 decessi, il giorno più nero del mese più nero di Genova. Da decenni. La mortalità del marzo del 2020 registra 1246 decessi. A marzo dello scorso anno erano stati 809. Ma solo a febbraio di questanno, ossia pochi giorni prima, le persone morte a Genova erano state ancora meno: 766.
In termini percentuali significa che rispetto allo steso mese del 2019 lincremento della mortalità è stato del 54%, mentre rispetto solo al mese precedente del 62%, anche se febbraio, va ricordato, ha meno giorni. Per Genova è il dato più alto di mortalità degli ultimi 20 anni, afferma Ernesto Palummeri, già primario di Geriatria al Galliera, poi anche alla Asl Tre. Da qualche giorno ed a 71 anni di età richiamato in servizio dallAgenzia Ligure della Sanità per monitorare quanto sta accadendo allinterno delle 300 case di risposo della Liguria ed intervenire.

Percentuali simili, anche se inferiori si registrano negli altri capoluoghi di provincia della Liguria. Il numero è, evidentemente, altissimo, e ci rivela ciò che medici e scienziati già avevano ipotizzato, ovvero che i decessi legati al coronavirus sono molti di più rispetto ai dati di casi conclamati provenienti dagli ospedali.
Laltro ieri la Regione ha trasmesso un questionario a tutti gli istituti di ricoveri per anziani, disabili e di salute mentale. Pochissime hanno risposto, dice Palummeri. Per necessità statistiche ma anche per capire quanto vadano rafforzate in quel settore le misure di protezione, sarà fondamentale accertare quante di queste morti in più siano avvenute nelle case di riposo genovesi.
Stando ai numeri in possesso fino a ieri della Asl Tre Genovese, su 110 strutture collocate allinterno dellarea metropolitana, hanno fornito i numeri della mortalità e dei contagi del mese di marzo soltanto 19 istituti di ricovero per anziani, due della salute mentale e uno per disabili. I decessi sono stati 68, più 133 positivi (conclamati e sospetti). Ma sono cifre nettamente approssimative e in difetto precisa Lorenzo Sampietro, direttore socio-sanitario della Asl Tre : sono i casi segnalati e non risultano da statistiche ufficiali. Non si esclude che anche tra questi dati trasmessi ufficialmente, vi siano decessi non segnalati. Comunque, i numeri complessivi e veri sui 3500 ricoverati nellarea metropolitana (su scala regionale sono 18 mila) dovrebbero arrivare nella giornata di oggi. Ma già si vocifera che siano altissimi. Come alla San Camillo di via Domenico Chiodo, dove la stessa Asl dice che la mortalità a marzo è stata alta, ma non dice di quanto. Fonti interne alla struttura parlano di 25 decessi, mentre quelle ospedaliere assicurano che siano state più di 30.

Fra le strutture che hanno segnalato decessi, numero di ammalati da coronavirus e di contagiati, ma in cui i numeri non sarebbero alti, vi sono la Don Orione di Genova-Quarto, la San Tomaso DAquino di Genova-Sestri Ponente e la San Bernardo di Bogliasco.

In ogni modo, Alisa, su questo tessuto socio-sanitario molto fragile e altrettanto complesso, già da mercoledì ha fatto partire un monitoraggio a tappeto, con lindagine sierologica su tutti i 18 mila ospiti e gli 8mila dipendenti (infermieri, medici, operatori sanitari, inservienti e cuochi).
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Cronaca


Coronovirus, in Liguria rallenta la crescita dei contagi (+74) ma il numero di morti resta alto (+28)[/url]


Per capire come le statistiche ufficiali non riportino ancora il dato completo, è utile spiegare come si procede quando una persona muore a casa o in una struttura per anziani. Tre sono i passaggi obbligati: il responsabile sanitario della Rsa o il medico curante compilano la comunicazione del decesso. Gli stessi soggetti compilano il modello Istat che definisce luogo, data e causa del decesso (se il defunto non era stato sottoposto a tampone non può rientrare nei decessi per Covid). Infine, viene compilato il certificato necroscopico dalla struttura competente di medici legali. A quel punto il fascicolo viene inoltrato allufficio decessi comunale. I parenti o i responsabili della struttura contattano le pompe funebri, comunali o private, ed è lì che avviene la segnalazione di sospetto Covid. Va precisato che in questo periodo tutti i trasporti di salme e gli interramenti vengono comunque eseguiti con le procedure di protezione del personale per lemergenza coronavirus.
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