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La Corte dei Conti e il volto meno nobile della sanita ligure tra scandali e costi

Proprio in queste ore in cui la migliore sanità della Liguria dà prova di sé nella lotta al coronavirus, fa un certo effetto leggere le considerazioni sullaltro volto della nostra sanità, quello meno presentabile, contenuto nelle relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti Claudio Mori per linaugurazione, anchessa virtuale questanno a causa delle restrizioni per Covid, dellanno della giustizia contabile.

Due volti che sembrano in conflitto, ma che in realtà fanno parte dello stesso mondo della sanità, capace da un lato di grandi sforzi ma dallaltro incapace di uscire da antichi vizi e carenze gestionali come la recente vicenda della radioterapia in tilt (e pazienti oncologici del San Martino costretti alla spola su Savona) dimostra.

Due i punti centrali dedicati alla sanità ligure. Lo scandalo delle analisi truffa allospedale San Martino che ha coinvolto decine di dipendenti e poi i costi della sanità ligure.
Gli esami truffa: Il San Martino fuori governo

Il procuratore Mori si riferisce ai diversi filoni dindagine che hanno portato alla scoperta di migliaia di casi di esami del sangue e altri tipi di analisi registrate come interne, ovvero relative a pazienti, ma in realtà provenienti dal personale stesso oppure da parenti e amici degli stessi, medici, infermieri, operatori.

Scrive Mori: Allo stato sono n. 649 i dipendenti pubblici coinvolti; ma si stanno verificando le posizioni di ulteriori n. 200 dipendenti, anche in qualità di soggetti fruitori delle prestazioni. Orbene, questa stessa Procura contabile aveva dato avvio, nel 2016, ad indagini del tutto analoghe, cd. Labin 1 e 2, differenti solo dal punto di vista dello strumento fraudolento utilizzato, che hanno portato alla contestazione di un danno di euro 456.391,14, cagionato sempre allAzienda Ospedaliera. Il fatto che le vicende si siano ripetute a distanza di pochissimo tempo è per il procuratore un elemento su cui riflettere anche perché: Alcuni dei soggetti processati e condannati si sono resi responsabili anche delle condotte da ultimo accertate dai militari del N.A.S. di Genova, uguali a quelle precedenti, rispetto alle quali, cioè, i soggetti medesimi hanno già versato i risarcimenti o patito una condanna.

Scrive Mori che se si pensa che si sta parlando di più di circa 850 dipendenti presunti responsabilirispetto a un numero complessivo di 4588 in organico per un numero di esami eseguiti irregolari pari a 58mila217, ciò significa che il 18,5% del personale in servizio, cioè quasi un quinto, nel periodo 2016/2017 ha commesso fatti illeciti.

La conclusione è un pugno nello stomaco: E evidente che la soluzione, davanti a casi di queste dimensioni, e per giunta reiterati nel tempo, ed in alcuni casi dalle stesse persone, non può essere giudiziaria; siamo fuori dalla patologia, della quale di regola si dovrebbero occupare le Procure contabili. Il San Martino, allo stato, è fuori governo.

La Procura della Corte dei Conti aveva espresso queste considerazioni anche ai dirigenti del San Martino sollecitandoli a intervenire con meccanismi di controllo più efficaci.
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Cronaca


Quattrocento procedimenti penali per le analisi truffa al San Martino di Genova[/url]


di GIUSEPPE FILETTO
Le criticità della sanità ligure

Così si intitola il capitolo conclusivo della relazione di Mori. Il procuratore ricorda che nella cosiddetta udienza di parificazione del bilancio regionale La Procura ha evidenziato, nelle proprie conclusioni, dati contabili, al termine dellesercizio, fortemente negativi;47 a tali dati si è associato il saldo negativo della mobilità extra-regionale per lanno 2018, che è risultato pari ad euro 53.588.466, in netto peggioramento rispetto al saldo del 2017, che è risultato pari ad euro 34.700.000,00.

Cosa voglia dire per la popolazione è presto detto. I cittadini liguri concorrono al finanziamento della spesa sanitaria attraverso la compartecipazione ai costi delle prestazioni sanitarie a mezzo del pagamento dei ticket, sono chiamati ad una compartecipazione mediamente superiore, cioè 56,8%, ben oltre la media nazionale pro capite, che è del 47,8% (9 punti in più).

La procura, citando dati statistici istituzionali conclude che la Liguria eroga un servizio sanitario a costi elevati e con un livello di qualità medio-bassa. Fra le cause la Procura indica anche la scelta della Regione di distribuire i farmaci con la formula del per conto, ovvero determinate tipologie di medicine vengono distribuite con un accordo che prevede un introito dalle farmacie private.
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Cronaca


Distribuzione farmaci, Toti apre ai privati e attacca la Corte dei Conti[/url]


di MARCO PREVE
La Procura sottolinea che la Regione non ha voluto perseguire lesempio eccellente intrapreso anni fa dalla Asl di Imperia che effettuava la distruzione diretta sul territorio o attraverso le farmacie pubbliche.
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