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Genova, udienza in tribunale nonostante il coronavirus per un furto da 208 euro

Genova, udienza in tribunale nonostante il coronavirus per un furto da 208 euro
(leoni)
Ha suscitato qualcosa di più di un mugugno fra poliziotti, avvocati e personale di cancelleria la decisione della procura di procedere all’arresto, che ha comportato l’udienza di convalida, di due tossicodipendenti accusati del furto di 208 euro e 40 centesimi in una tabaccheria.

A molti è sembrata non essere una di quelle situazioni che, come previsto dai vertici delle stesse procure italiane per contenere l’epidemia di coronavirus, presentano le caratteristiche di urgenza e improcrastinabilità tali da doversi procedere con l’arresto.

Risultato: quasi quindici persone in un’auletta del quarto piano. La giudice bardata con guanti e mascherina, la pubblica accusa, (un procuratore onorario, non il pm titolare che aveva disposto l’arresto) con mascherina fatta in casa, i cancellieri, uno degli avvocati con un foulard calato a mo’ di rapinatore, i poliziotti di due volanti sfatti – alcuni con alle spalle un turno di 30 ore – e con mascherine ormai di carta straccia e infine i due imputati: due giovani disperati, lui 22 anni e una mascherina calata sulla bocca, lei 34 anni e forse 40 chili senza mascherina.

Ieri notte la coppia aveva rotto il vetro della porta d’ingresso della tabaccheria di piazzale Resasco a Staglieno. Recita il verbale: “Introdottisi all’interno all’interno prelevando il fondo di cassa si impossessavano di complessive euro 208,40 in monete”.

I due non si sono neppure accorti di essere stati immortalati da una telecamera. Il titolare ha inviato le immagini durante la notte alla polizia. Glia genti delle volanti di zona ben conoscono la coppia e così dopo u paio d’ore i poliziotti si sono appostati nella zona dove i due avrebbero potuto andare a rifornirsi di stupefacente. Ed è andata esattamente così. Gli agenti li hanno sorpresi con un paio di chili di monete dentro un sacchetto con le iniziali della tabaccheria.

A quel punto sono partite le telefonate di rito con la procura: denunciamo a piede libero o procediamo con l’arresto? Procediamo ha deciso la procura.

La giudice ha convalidato l’arresto ma la direttissima è stata rinviata a luglio non ravvisandosi in questo momento l’urgenza per procedere immediatamente. Risultato: lui ai domiciliari, lei obbligo di dimora.

E poi tutti fuori dall’aula che, quello sì è rimasta tutto il tempo con le porte aperte, che se circola l’aria è sempre meglio.
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