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Emilia-Romagna, dal Sud 60 nuovi infermieri: “Pronti a combattere il virus”

BOLOGNA - Salutano parenti e amici e scendono in campo per l'emergenza sanitaria. Si trasferiscono all'improvviso in una città lontana che finora avevano visto solo in cartolina. Sono i nuovi infermieri degli ospedali bolognesi. Una sessantina tra Bellaria, Maggiore e Sant'Orsola, pronti a prendere servizio da lunedì. Sono stati selezionati con una graduatoria per titoli, dando priorità a chi aveva già avuto esperienze in terapia intensiva. Avranno un contratto di 36 mesi e aiuteranno a coprire i buchi dovuti alle defezioni dei molti colleghi toscani che nei giorni scorsi hanno lasciato Bologna per tornare nella propria regione. In queste ore controllano compulsivamente le pagine Facebook dedicate agli affitti in città. Molti di loro arrivano infatti da Centro e Sud Italia e sono ancora impegnati a ricercare una casa. Alcuni hanno trovato alloggi temporanei e soluzioni di fortuna. "Non mi spaventano le continue foto di infermieri stremati dopo turni massacranti - dice Fabio Cerilli, 33 anni dalla provincia di Roma - Faccio questo mestiere per passione, è la vita che ho scelto" . Da lunedì assisterà i malati al Maggiore. A casa ha lasciato la moglie e una figlia di nemmeno due anni. "Mi preoccupa non poterle vedere e il fatto che staranno da sole per tanto tempo " , ammette. Non era mai stato a Bologna. Cerca casa, ma per un mese si farà ospitare.
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Sempre lunedì prenderà servizio al Sant'Orsola Federica Capasso, 31enne da Napoli, infermiera da sei anni con un'esperienza a Londra. In città per la prima volta, ogni giorno indosserà camice, mascherina e occhiali per combattere il virus e salvare vite. " Amo il mio lavoro, ma non mi considero né un'eroina, né un angelo - spiega - Il nostro è un lavoro di squadra". Racconta di difficoltà a trovare casa, anche in un alloggio gratuito convenzionato, tentativi di truffa e prezzi astronomici. Alla fine dividerà un appartamento con una collega a 500 euro a testa al mese.
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Si è messa a cercare casa anche Irene Leccese, 28 anni, infermiera della provincia di Brindisi. Giorni fa si è fidata di un finto annuncio ed è stata truffata per 1.500 euro. Per ora dorme in un b&b. Bologna l'aveva vista solo una volta di sfuggita, dopo un lungo scalo all'aeroporto Marconi. Anche lei lavorerà al Sant'Orsola. "In Puglia mi avrebbero prorogato il contratto, ma io volevo lavorare a Bologna a tutti i costi", dice. Gestire l'emergenza non la spaventa, anzi. " Sentire dei miei colleghi in difficoltà mi fa scattare l'adrenalina - rivela l'infermiera - Mi esalta la possibilità di essere utile e dare il mio contributo in questo periodo così difficile".
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