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Coronavirus, in Puglia altri 1.500 'rientri da Nord'. Emiliano contro l'esodo: "Basta, ci state portando l'epidemia"

Ancora una fuga da Milano verso la Puglia (e le altre regioni del Sud). Solo nelle ultime 24 ore sono 1.558 i pugliesi che hanno denunciato il loro rientro dal capoluogo lombardo, o comunque dal Nord, per l'emergenza Coronavirus. I numeri della task-force messa su dalla Regione parlano chiaro: 1.558 in un giorno; 9.427 a partire da domenica 8 marzo, quando è entrato in vigore il decreto del premier Giuseppe Conte che ha "chiuso" la Lombardia; 16.244 da quando la Regione Puglia ha attivato la piattaforma online per raccogliere le denunce di chi rientra dal Nord ed è tenuto a una quarantena di 14 giorni a casa.
L'ultima ondata di rientri nella notte fra venerdì 13 e sabato 14 marzo. Un assalto ai treni in partenza dalla stazione centrale di Milano e diretti verso Sud, ormai gli unici mezzi rimasti dopo la cancellazione di centinaia di voli che ha ridotto al lumicino i collegamenti aerei. Un assalto, si diceva. Soprattutto al treno Milano-Lecce delle 20,50. Ma nei giorni scorsi anche i treni notturni hanno viaggiato con i vagoni pieni nel timore delle cancellazioni di altri convogli, come è accaduto per il Milano-Lecce delle 19,50, per esempio.
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Cronaca


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di GIULIANO FOSCHINI
A denunciare la "nuova ondata" di pugliesi arrivati dal Nord Italia, "e le migliaia di possibilità di contagio in più", è il governatore Michele Emiliano con un post su Facebook. "Avete probabilmente esibito ai soldati davanti alla stazione le vostre legittime autocertificazioni sulla motivazione del vostro ritorno, spero che abbiate le mascherine e che teniate la distanza di un metro l'uno dall'altro in treno".
"Fatto sta - scrive Emiliano - che ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare. In pochi giorni migliaia e migliaia di persone hanno fatto rientro in Puglia aggravando la nostra già drammatica situazione".
E ancora: "Vi ricordo che appena arrivate dovete rinchiudervi in casa e che dovete stare lontani da genitori, fratelli, nipoti, amici, nonni e malati che rischiano di morire se contagiati". Il presidente della Regione torna quindi sull'obbligo di restare in quarantena per 14 giorni, "e comunque per tutto il tempo previsto dal decreto del presidente del consiglio".
Parole durissime. Che si chiudono ricordando ancora ai fuorisede tornati in Puglia l'obbligo di dichiarare il loro rientro compilando - se non ci sono sintomi come tosse, febbre oltre i 37,5°, mal di gola o difficoltà respiratorie - il modulo online www.sanita.puglia.it/autosegnalazione-coronavirus."È quanto da me disposto con ordinanza la cui violazione determina un reato", conclude il governatore.
L'ultima ondata di rientro dei fuorisede verso la Puglia arriva proprio nei giorni cruciali per salvare la regione dal moltiplicarsi dell'epidemia. Dopo il primo grande esodo nella notte fra sabato 7 e domenica 8 marzo, i tecnici della task-forse regionale avevano detto chiaramente che i prossimi dieci giorni sarebbero stati decisivi. "Probabilmente le persone arrivate sono molte di più di quelle che hanno inoltrato la dichiarazione sul sito della Regione. Se dovessero stare male nei prossimi giorni, dovrebbe essere la Puglia a curarle. Se qualcuno fosse poi infetto, avrebbe potuto propagare il virus. Se nei prossimi dieci giorni teniamo, saremo sollevati".
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