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Coronavirus, 23 turisti lodigiani bloccati a Nuova Delhi: positivo uno di loro, e un medico di Codogno

Un gruppo di 23 turisti lodigiani è stato bloccato a New Delhi a causa della positività al coronavirus di uno di loro. Si tratta di un 60enne di Sant'Angelo Lodigiano che fa il medico di base a Codogno, epicentro della "zona rossa" nel Basso Lodigiano. La comitiva era partita giovedì 20 febbraio, cioé il giorno stesso in cui all'ospedale di Codogno veniva scoperto il primo caso di contagio da coronavirus. Il viaggio, nelle zone del Rajasthan e di Agra, è gestito dall'agenzia Nice Day di Sant'Angelo Lodigiano, che si era appoggiata sul tour operator Mistral di Torino. Venerdì scorso, qualche giorno prima del rientro previsto per oggi, il medico ha manifestato difficoltà respiratorie.
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Si è attivato il sistema di assistenza previsto dal tour operator e l'uomo è stato prima portato in un clinica privata e poi, sabato, in un ospedale pubblico indiano dove gli è stato fatto il tampone. Domenica un primo risultato è stato negativo, ma i medici lo hanno sottoposto a un secondo controllo, che stavolta ha avuto esito positivo, così come un terzo controllo. Tutto il gruppo, che era già all'aeroporto pronto a prendere un volo Alitalia per il rientro, è stato quindi bloccato in via cautelativa e tutti quanti stamattina sono stati sottoposti a tampone. Gli esiti si sapranno entro poche ore. L'uomo è ricoverato in condizioni serie all'ospedale di Jaipur, a 600 chilometri da Nuova Delhi, con la moglie, che a sua volta è sottoposta a controlli. I restanti 21 componenti della comitiva sono in isolamento a Nuova Delhi.
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"L'ambasciata - recita un messaggio di uno dei viaggiatori - è intervenuta e la gestione è passata alla sanità Indiana. Ci hanno ora sistemati in isolamento in un centro militare dove siamo stati sottoposti ai primi test. Il personale è cordiale ,ma la struttura non è paragonabile agli standard occidentali, poco più (o meglio, molto meno) di una caserma). Il personale dell'agenzia di viaggio e il rappresentante locale di Mistral si sono dati da fare e ci assistono con professionalità. Completamente assente l'ambasciata".
"Noi stiamo bene - spiega Stefano Taravella, di Lodi, ex provveditore agli studi - ma siamo in qurantena in una struttura medico-militare. Non siamo più in contatto con l'elemento del gruppo ricoverato per le sintomatologie assimilabili a coronavirus, siamo in città diverse".
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