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Il Coronavirus non ferma il Bif&st di Bari, Laudadio: "Si fara con Benigni, Ken Loach, Helen Mirren e tutti gli altri"

Non siamo certo alla celeberrima scena della peste dal Nosferatu di Werner Herzog. " E neanche, se vogliamo andare più indietro nel tempo, alla Notte dei morti viventi di George A. Romero". Parliamo di Bif&st e gli scenari apocalittici non si possono che attingere dal cinema, come altrove sono venuti dalla letteratura, ma anche qui possiamo accantonarli. Casomai si fosse nutrito qualche dubbio, il direttore artistico Felice Laudadio è alacremente al lavoro sulla prossima edizione, la undicesima, del festival del cinema di Bari, che andrà in scena, tra meno di un mese, dal 21 al 28 marzo nei teatri Petruzzelli, Piccinni, Margherita e al multicinema Galleria.
Il Coronavirus non ferma il Bif&st di Bari, Laudadio: "Si fara con Benigni, Ken Loach, Helen Mirren e tutti gli altri"

Felice Laudadio
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Laudadio, allora è tutto confermato.

"Assolutamente sì, il Bif&st ci sarà. Siamo sereni".
C'è da immaginare che sia questa la domanda che più frequentemente le viene posta in queste giornate.

"Ne stiamo parlando, naturalmente, soprattutto dopo la notizia del primo contagiato. Subito dopo, doverosamente, abbiamo sentito il governatore Michele Emiliano per un confronto e lui ci ha confermato nelle nostre intenzioni, anche perché - non nascondiamocelo - se si arrivasse a fermare il Bif&st significherebbe che intorno devono aver chiuso anche negozi, librerie, cinema, ovvero essere all'isolamento. E non mi pare sia questa la prospettiva".
Quindi a voler scorrere insieme, per esempio, le prime due giornate di festival, quella dell'inaugurazione, sabato 21, e di domenica 22, i superospiti annunciati ci saranno?

"Certo. Si aprirà in maniera esplosiva con Helen Mirren, che arriverà con suo marito, il regista Premio Oscar come lei Taylor Hackford. I due riceveranno il Fellini Platinum Award in serata al Petruzzelli. Stesso premio che conferiremo a Raffaella Leone, figlia di Sergio e amministratrice delegata del Leone Film Group, al qualce il festival dedicherà anche una rassegna. Lei al mattino avrà anche tenuto la prima lezione di cinema. Sempre nella stessa serata di apertura scorreranno i premiati del cinema italiano: Marco Bellocchio, qui a Bari per ritirare il premio al miglior regista per Il traditore, con lui il compositore della colonna sonora del film, Nicola Piovani, e lo straordinario interprete Pierfrancesco Favino. L'attore sarà anche premiato per l'interpretazione di Bettino Craxi in Hammamet, film per cui sarà a Bari, sempre in apertura, Luan Amelio Ujkaj, miglior direttore della fotografia. Speriamo di avere anche Gianni Amelio, a questo punto. Il film d'apertura resta Bombshell di Jay Roach con Charlize Theron e Nicole Kidman".
Alla stessa maniera la domenica, come dicevamo, schiera ospiti molto importanti.

"E anche in questo caso vado a confermare. Il 22 aspettiamo Roberto Benigni, che doveva essere con noi anche lo scorso anno, ma che era impegnato sul set proprio di Pinocchio, per il quale lo premiamo. Per questo arriveranno con lui anche il regista Matteo Garrone e per Rai Cinema l'amministratore delegato Paolo Del Brocco, a cui vanno il riconoscimento per i migliori produttori. Anche il costumista Massimo Cantini Parrini sarà sul palco per Pinocchio ".
Ken Loach arriverà?

"Nessun cambiamento. Il regista inglese sarà a Bari la sera del 24 marzo per ritirare il Fellini Award e la mattina successiva terrà la sua lezione di cinema, sicuramente molto attesa".
Le era capitato di dirigere un festival in una situazione simile?

"No, mai. Il clima che stiamo vivendo è inedito: non ho vissuto la Seconda guerra mondiale, ma ritengo che dai tempi dei bombardamenti non si vedevano città svuotate e luoghi isolati. La gente, peraltro, sta subendo anche un bombardamento psicologico, uno stato di psicosi alimentato ad arte, a cui si aggiunge la costante paura di una pandemia. Ci sta fottendo una politica di comunicazione che al principio è stata quantomeno drammatica. Nei servizi, per esempio, è stato fatto continuo riferimento alla peste nera di manzoniana memoria, in modo assolutamente immotivato".
Quanto ne soffrirà il cinema?

"Esatto: a questo punto una riflessione più che seria va fatta su coloro che stanno vivendo i primi drammatici effetti, ovvero gli esercenti. Va rilevato che questa settimana non sono usciti né il film di Carlo Verdone, Si vive una volta sola, né quello di Giorgio Diritti, Volevo nascondermi. I conti li faremo nella giornata di lunedì: quando si guarderà il box office e oltre al crollo dovuto alla chiusura dei cinema, bisognerà aggiungere anche il mancato richiamo di nuovi e importanti titoli come questi".
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